Quando nel 2005 la casa editrice Jaca Book festeggiò i quaranta anni di fondazione, diede alle stampe il libro di Gabriel Zaid I troppi libri. Leggere e pubblicare in un’epoca di “abbondanza” motivando così la scelta:
“L’autore di I troppi libri sembra individuare un rischio dell’opulenza anche nella enorme proliferazione di carta stampata e di volumi. Se ci fermassimo al titolo sarebbe da parte di Jaca uno strano modo di festeggiare un quarantennio, ma se i libri sono troppi e sono anche segno di lusso ed eccesso nei cosiddetti paesi sviluppati, ben peggio sarebbe la mancanza di libri provocata da qualsiasi forma di censura o regime” (pag. 7)
L’autore – Gabriel Zaid – è uno dei più prestigiosi scrittori messicani e autore pubblicatissimo in tutti i paesi ispanofoni. Si tratta di un libro che parla di libri, di un libro che parla del perché si scrivono libri, del perché si leggono e si pubblicano o, se volete, del perché non si legge o non si pubblica. Idea centrale del libro è quella della conversazione che può instaurarsi tra libri e lettori:
“La cultura è conversazione. Scrivere, leggere, redigere un testo, stampare, distribuire, catalogare, recensire possono alimentare questa conversazione e tenerla vita. Si potrebbe affermare persino che pubblicare un libro equivale a inserirlo nel bel mezzo di una conversazione, che fondare una casa editrice, una libreria o una biblioteca equivale ad avviare una conversazione – una conversazione che sorge, come dovrebbe essere, dal dibattito locale, ma che si apre, come dovrebbe essere, a ogni luogo e ad ogni tempo” (pag. 39)
E ancora:
“La cultura è conversazione, brio, ispirazione. Nel sostenere la causa dei libri che ci stanno a cuore, non possiamo limitarci ad aumentare le vendite, le tirature, il numero di titoli, le novità, gli eventi culturali, i posti di lavoro, i costi e tutte le altre quantità misurabili. Ciò che conta è la vitalità creativa che possiamo percepire, anche se non misurare; essa ci permette di capire se stiamo andando nella direzione giusta, pur se non vi sono regole fisse per promuoverla” (pag. 40).
Spassoso è il capitolo dal titolo Un cilicio per autori masochisti la cui conclusione è la seguente:
“Il vostro libro è un pezzo di carta che, sospinto dal vento per strada, sporca le città e si accumula nei cestini della spazzatura del pianeta. Cellulosa è, e cellulosa diverrà.” (pag. 85)
Considerando che il testo è stato pubblicato in Italia per festeggiare un anniversario di una casa editrice italiana qualche nota che calasse nel contesto italiano l’opera non ci sarebbe stata male.
Il saggio di Zaid resta un libro da leggere da parte di chi legge, di chi scrive, di pubblica e di chi vende libri.
Gabriel Zaid
I troppi libri.
Leggere e pubblicare in un’epoca di “abbondanza”
Jaca Book, Milano 2005
pagine 122, euro 12,00
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