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Anteprima Booksblog: Henry Hastings, di Charlotte Bronte

Pubblicato: 15 mag 2009 da sara

leggere“…lo sguardo espressiva che ella gli corrispose…diceva…: “Le tue colpe e la tua vita sono per me completamente separate, Henry”. E’ in uscita in libreria, per i tipi Albus, una bella traduzione di un racconto inedito in Italia della scrittrice inglese, di cui vi avevamo già parlato. Si intitola Henry Hastings e fa parte, come scrive la curatrice Maddalena de Leo, del ciclo dei racconti di Angria, un immaginario regno dell’Africa occidentale.

Si tratta di uno degli ultimi racconti, che già mostra, continua di Leo, una maturità di scrittura vicina a quella dei romanzi a cui Bronte avrebbe dato inizio successivamente (Jane Eyre, ma anche Shirley e Villette). Nella storia, c’è la figura di Elizabeth Hastings, una donna non bella, proprio come Jane Eyre, ma di grande intelligenza, tanto da suscitare la curiosità di uno dei narratori della vicenda, Mr Townsend, già nel loro primo incontro in carrozza, con le sue osservazioni argute sulla politica.

Elizabeth, nonostante il fratello Henry sia ricercato perchè in un impeto d’ira ha ucciso un superiore, decide di ospitarlo nella casetta di cui ha cura su delega del suo padrone, Mr Moore, e della figlia di lui, Jane, di cui Elizabeth è insegnante di italiano e francese.

“Era quasi bionda…le fatte non pretendevano di essere regolari…tuttavia aveva dei begli occhi castani e un pormaneto elegante e signorile. Se fosse stata vestita con stile e si fosse arricchiata i capelli, non la si sarebbe detta insignificante, ma con un vestito di seta marrone - scrive di Elizabeth l’autrice -…ella era solo una donnetta semplice e poco attraente”. Come farà allora Elizabeth a diventare protagonista di questa intricata vicenda in cui ella apparentemente non compie nessuna azione che possa portarla al centro della scena?

Ci riuscirà grazie alla sua morale, alle scelte morali che la vita - il fratello colpevole prima, un pretendente poco affidabile poi - le porrà davanti. Bronte infatti rende una donna protagonista del romanzo e,come in Jane Eyre, mette al centro i suoi dilemmi, il suo sofferto cammino verso una ‘morale’, mai acritica o prona alla dottrina cattolica. Una morale che influenza le sue scelte di vita, ed è costruita intorno ai dettami del suo cervello e del suo cuore. E che è la sola via alla sua libertà di donna.

Di lei infatti, dopo non averla degnata d’uno sguardo per tutta la prima sera in cui la incontra, si invaghirà sir William Percy, fratellastro della regina di Angria, che ammette, nei suoi diari, la bellezza degli occhi, e della pelle liscia e bianca, le caviglie e i polsi sottili. Se ne invaghirà perchè, scrive, ‘uno spigolatore attento riesce a distinguere un ottimo chicco di grano laddove uno sciocco vede solo stoppia’.

Una curiosità: il nome di Elizabeth Hastings fu suggerito all’autrice durante una visita in una parrocchia inglese, dove il nome della donna era iscritto in una lapide dove la si ricordava come benefattrice della chiesetta.

Foto | Flickr

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Emy_mew

    18 mag 2010 - 14:43 - #1
    0 punti
    Up Down

    Davvero un bel libro! i Bronte hanno uno stile bellissimo, che si adatta a tutte le età e le fa provare le stesse belle, intense, magiche, emozioni. Questo libro ne è una prova. Non è giusto ricordarli solo per Cime Tempestose e Jane Eyre. In inghilterra le chiamano maestre, e hanno ragione a farlo. Comprate questo libro! ve lo consiglio! ha tutto: azione, sentimento, romanticismo; è un vero toccasana per le romanticone e l’andamento del racconto non è affatto lento, non ti annoia insomma. COMPRATELO!

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