Volete scoprire cosa facevano quando non erano nessuno 60 giornalisti del calibro di Vittorio Feltri, Alfonso Signorini, Maria Giovanna Maglie e Vittorio Zucconi? Allora leggete “Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi”, ultimo libro di Mariano Sabatini pubblicato da Aliberti. Perché, come sostiene Edmondo Berselli, «si diventa una “firma” firmando. Cioè lavorando». Ma anche avendo qualche santo in Paradiso, secondo altri, e sudando.
Sabatini ha applicato una sorta di format a tutti: un questionario, per saperne di più sugli esordi e sulla gavetta nei ricordi delle firme più accreditate del panorama giornalistico italiano. Eppure le cose non sono andate proprio come se le aspettava l’autore, tant’è che Sabatini racconta “doveva uscire nell’autunno 2008, con un altro editore. Ma mi era stato chiesto di “cassare” l’intervista a Renato Farina e io mi sono rifiutato perché il primo compito di un giornalista è quello di opporsi alle censure. Per fare questo mestiere, occorre avere una “mente ospitale”, dare voce a tutti i punti di vista senza giudicarli o soffocarli”.
Il minimo comune denominatore del libro è la fatica di un duro “abusivato” nelle redazioni, senza “corte” né vacanze, la ripetitività dei giri negli ospedali o negli obitori a caccia di notizie, la routine delle brevi, magari alternate a un altro mestiere. Chi l’avrebbe mai detto? Maria Cuffaro insegnava inglese, Signorini latino e greco, Toni Capuozzo faceva guide gastronomiche, Daniele Mastrogiacomo si occupava di pubblicità…. ma c’è anche chi, come Aldo Cazzullo, ricorda gli sfottò patiti al suo primo giornale per via del cognome; mentre Giancarlo Perna ammette un refuso di gioventù che gli fece trasformare la Fita (Federazione italiana trasportatori autocarri) in qualcosa di più attraente con un “c” malandrina.
Mariano Sabatini
Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi
Aliberti editore
pagine 176 360
€ 18,00
fabrizio22
15 gen 2010 - 01:18 - #1Sarebbe interessante sentire anche Federico Guiglia. Sapere che cosa faceva prima che fosse giornalista. Chi glielo chiede? Sicuramente ne ha da raccontare. Saluti da Fabrizio
Antonella 33
23 gen 2010 - 23:52 - #2Riguardo a Federico Guiglia mi risulta che prima di fare il giornalista, nella città da cui proviene Merano avesse con la sua famiglia una radio privata. Sarebbe interessante leggere qualcosa di più di quella storia. Io ho letto il suo ultimo libro “Ho toccato l’italia col piede destro”. E’ un’opera meravigliosa, ve la consiglio.. Ciao - Antonella
Stefania 39
10 mar 2010 - 00:01 - #3Federico Guiglia ho iniziato a conoscerlo guardando “Otto e mezzo”. Mi sono poi letta la sua biografia in internet, molto interessante. Ha dei gran begli occhi azzurri, ma non è questo che lo distingue dai suoi colleghi, almeno non solo quello. L’acutezza e la sensibilità di fare le domande e come porle non è da tutti. Mi sembra che il suo giornalismo sia un po’ di nicchia. Mi piacerebbe vederlo in duello se così si può dire con colleghi tipo Floris o Santoro. Sarebbe certamente stimolante. Sono stufa di vedere sempre le stesse facce da molti anni. Bye. Stefania