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Facebook2013: racconto sci-fi sull'evoluzione dei social networks

Pubblicato: 26 apr 2009 da roberta

facebook2013Un blogger ricorda James Graham Ballard. Considerato uno dei padri del cyberpunk, è stato il cantore del vuoto della contemporaneità attraverso i suoi romanzi fantascientifici e surrealisti. Con lui il mondo della letteratura e della cultura lo scorso 19 aprile ha perso un grande autore di sci-fi, ma anche di romanzi introspettivi. Tanto che Ballard non si riteneva più un autore di fantascienza, considerandolo un genere finito con lo sbarco dell’uomo sulla Luna.

Oggi veniamo a sapere da Marco Mattioli che è disponibile “Facebook2013“, un racconto di sci-fi (abbreviazione di science-fiction) sull’evoluzione dei social networks, scritto per rendere un piccolo omaggio al grande Ballard. Nove capitoli che partono dallo stato virtuale, passano per il social dating e una network reputation che arriva all’epilogo. Toccando prima il divorzio e la rimozione, il racconto inzia così:

Ricordo chiaramente lo sciopero globale del 2009, il primo referendum per ottenere i diritti sulla privacy, le prime conquiste sociali (molto poche a dire il vero, rispetto alle aspettative in corso). Eravamo ancora in quello splendido periodo di gioco, dove Facebook era considerato un comune social network su scala mondiale in grado di ricongiungerci con amici e compagni di scuola persi di vista, fare un po’ di conoscenze nuove, cazzeggiare insomma. Ero iscritto a FB da qualche anno, più che altro lo utilizzavo per condividere vecchi video anni ’80, leggere i buongiorno, tenere vive parvenze di contatti. Oggi che sono stato rimosso, mi sembra quasi impossibile la facilità con la quale tutto sia potuto accadere, e così in fretta.

Foto | Flickr.com

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Marco

    Marco "Sgrunt" Mattioli

    26 apr 2009 - 19:35 - #1
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    grazie ragazzi, ho molto apprezzato ed è la dimostrazione che date voce anche ai “piccoli”.

  • Profilo di Marco

    Marco "Sgrunt" Mattioli

    26 apr 2009 - 21:08 - #2
    0 punti
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    Se posso aggiungere ancora qualcosa, ha perfettamente ragione Ballard a considerarsi fuori dal genere science fiction, in quanto lui usava probabilmente scenari futuristici per poter parlare più liberamente (e senza meno censure) del presente. E’ sicuramente più rassicurante avere a che fare con un bizzarro scrittore che ipotizza futuri improbabili, piuttosto che dare credito ad una feroce analisi dei nostri tempi. Consiglio a chi vuole avvicinarsi a Ballard la lettura di Mitologie del futuro prossimo, un’antologia di racconti geniali che rendono molto chiaramente la sua visione della società contemporanea.

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