Quante volte vi è successo di fare il giro di tutte le librerie che conoscete per cercare inutilmente un libro che è ormai introvabile? Sia a causa delle stupide e ignoranti leggi del mercato che favoriscono gli istant book e i best seller rispetto agli altri, sia per le politiche delle grandi catene di rivenditori, il cui listino si va sempre più assottigliando alle poche centinaia di libri che sanno di vendere; a me spessissimo.
Questa nuova invenzione nata negli States ad opera dell’editore Jason Epstein potrebbe in pochi ani, se adeguatamente migliorata e diffusa capillarmente, rivoluzionare completamente il mondo della vendita al dettaglio dei prodotti editoriali, consentendo un allargamento pressoché infinito del catalogo a disposizione dei lettori e mettendo fine a quel diabolico e terribile processo che conosciamo sotto il nome di “fuori catalogo”.
Il macchinario in questione che dal nome, Espresso Book Machine, potrebbe ricordare a noi italiani una macchina da caffé, sembra essere molto simile ad una fotocopiatrice che, adeguatamente rifornita di titoli in pdf da una memoria virtuale, sarebbe in grado di stampare e rilegare un libro in soli cinque minuti. Decisamente rivoluzionario! L’unico problema per adesso sarebbe il prezzo, che per il ibri fuori catalogo potrebbe arrivare a 10 cents ogni pagina…
Gianni F
30 apr 2009 - 12:19 - #1Mah! A me non sembra probabile che un libraio o un piccolo editore si mettano a stampare i propri libri e soprattutto decidano di mettersi in casa una stampante di questo tipo. Prima di tutto c’è il costo notevole della macchina. Librai e piccoli editori, attenti a risparmiare anche pochi euro sulla stampa di un libro, ci penseranno bene prima di sborsare diverse migliaia di euro a fronte di un acquisto che per essere ammortizzato in breve tempo dovrebbe stampare continuamente. Considerando che stamperebbe perlopiù copie singole di libri (al max 2-3 copie) il libraio o l’editore dovrebbero stare continuamente a impostare la macchina per adeguarsi ai diversi formati e alle carte diverse! Così non farebbero più il loro lavoro. Oppure dovrebbero assumere una persona che però dovrebbe essere anche formata (tutti costi in più a fronte di quale rientro?). E poi, occorre considerare anche una certa manutenzione costante della macchina (cosa che uno stampatore di professione mette in conto). Quando si incepperà la carta o si romperà un pezzo o il toner non stamperà più molto bene o i colori non saranno più calibrati alla perfezione, cosa farà il povero libraio/editore? Farà da sé (come?) o dovrà chiamare l’assistenza? Quante ore dovrà perdere del suo lavoro per fornire un servizio che, a botte di copie singole, chissà quando e se lo ripagherà? Scusate se ho scalfito l’entusiasmo, ma ho lavorato per gli editori e presso una libreria per diversi anni e conosco i miei polli… ;-)
Saluti
Gianni