Il furto della Gioconda di Le Naour, per riscoprire l'affaire della Monna Lisa

Dal furto di inizio secolo al nazionalismo che la rivorrebbe in Italia, un libro per attraversare la vicenda del ratto di uno dei quadri più noti della storia dell'arte.

Un volume illustrato, che ripercorre l'atmosfera dell'epoca, ricostruendo, attraverso la grande sensibilità storica di Jean-Yves Le Naour, uno dei più conosciuti esperti francesi della Prima guerra mondiale e del primo dopoguerra, il caso della scomparsa del sorriso della Gioconda, sottratto al Louvre agli albori del secolo scorso e passato per una latitanza di poco più di un paio d'anni e parecchie vicissitudini, prima di ritornare a dar bella mostra di sé nel Salon Carré del museo parigino. Dalle prime ore del mattino del 21 agosto 1911, fino agli ultimi giorni del 1913, la bella opera di Leonardo dall'enigmatica espressione è stata ostaggio di uno strano personaggio del quale non vi descriveremo accuratamente i tratti per lasciarvi il piacere di leggerne la storia, avvincente come il più contemporaneo dei thriller.
Ma non solo, perché la scomparsa della Gioconda ha tirato in ballo una lunga serie di tensioni sociali e politiche, sollevando ogni tipo di ipotesi sulla ragione della sua malevola sottrazione. Dallo scherzo bonario, allo scoop giornalistico, dalle piste razziali agli odi nazionali, ogni genere di energia si concentra intorno al quadro che diventerà non solo il più famoso del Louvre, ma anche un vero e proprio simbolo dell'arte in assoluto.
Uno casi più affascinanti del secolo scorso svolto lungo il filo degli eventi e accompagnato da dettagliati profili dei personaggi che furono realmente protagonisti della storia, dal sottosegretario di Stato Dujardin-Beaumetz che rischiò seriamente la poltrona, al direttore del Museo Théophile Homolle che perse la sua, dal povero poeta Guillaume Apollinaire, imprigionato al carcere della Santé semplicemente per aver prestato il suo caritatevole soccorso al ladruncolo Géry-Piéret, fino allo stesso Pablo Picasso, reo di aver acquistato proprio da quest'ultimo alcune statuette fenicie, riprende vita dinanzi agli occhi e trasporta il lettore in un'indagine a dir poco emozionante, completata da una curiosa appendice dedicata ai più clamorosi furti di opere d'arte del XX secolo

Da quando la Gioconda ha fatto i bagagli, un ingegnoso pittore si è impegnato a riprodurre i quattro chiodi del Salon Carré dov’essa era appesa e ha venduto le sue tele ai turisti stranieri che, a quanto pare, ne sono estremamente ghiotti. Ecco almeno un artista che non è mortificato dalla scomparsa del capolavoro. Ma il vento della sua fortuna muta bruscamente quando il Louvre, per nascondere l’onta, decide di esporre un altro quadro al posto della silfide svanita. Dopo accurate riflessioni, per sostituire l’eterea e delicata Monna Lisa viene scelto il Baldassarre Castiglione di Raffaello, un arcigno barbuto! Non bisogna forse farsene una ragione e dimenticare la Gioconda? Ma proprio quando i francesi sembrano aver messo una croce sopra il loro Leonardo, ventotto mesi dopo il furto, il 12 dicembre 1913, al calar della sera, con la rapidità di un fulmine si diffonde l’incredibile notizia: la Gioconda è stata ritrovata!

Perché l'idea che la Gioconda sia tornata al suo posto ci rassicura, ma allo stesso tempo il brivido d'avventura che sprigionano i suoi occhi acquista una potenza tutta nuova e non smette di attirarci sempre di più.

Il furto della Gioconda
titolo originale "Vol de la Joconde"
di Jean-Yves Le Naour
traduzione italiana a cura di Marco Pegoraro
Collana: OL - Odoya Library
ISBN: 978-88-6288-178-4
Pagine: 208 
Brossura con bandelle
Formato: 15,5x21 cm
Data di pubblicazione: Febbraio 2013
Editore: Odoya

Via | odoya.it

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 11 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO