Le sorgenti del male, di Zygmunt Bauman

Le edizioni Erickson mandano in libreria un intenso saggio di Zygmunt Bauman che si addentra nei meandri di quel problema filosofico che da sempre accompagna l’umanità: da dove viene il male?

Le sorgenti del male, di Zygmunt BaumanDodici densi capitoli compongono il saggio di Zygmunt Bauman dal titolo Le sorgenti del male edito recentemente da Erickson con la cura di Yong-June Park e con un’ampia introduzione di Riccardo Mazzeo.

Il tema, come ben si capirà, è interessante e Baumann indaga vari aspetti delle sorgenti del male: dalla sua banalità – per dirla con Hannah Arendt – al come le persone buone diventano cattive. Del resto il problema dell’unde malum attraversa tutta la storia del pensiero umano e una risposta definitiva non si è ancora trovata, né si potrà trovare.

Particolarmente intenso, a mio parere, è il decimo capitolo di questo saggio che analizza l’abitudine che desensibilizza. Scrive Bauman:

Le atrocità non si autocondannano e non si autodistruggono. Al contrario, si autoriproducono: ciò che una volta era un inatteso terrificante scherzo del destino e un trauma (una scoperta orribile, una rivelazione raccapricciante) degenera in un riflesso condizionato di routine. Hiroshima fu un trauma dagli echi assordantemente alti e apparentemente inestinguibili. Ma solo tre giorni più tardi, Nagasaki fu a malapena un trauma, che produsse pochi echi, seppur ne produsse.

E poi continua:

In altre parole, una catastrofe che duri a lungo traccia il solco della propria perpetuazione consegnando il trauma iniziale e la violenza all’oblio, indebolendo e appannando la solidarietà umana con le sue vittime, minando così la possibilità di unire le forse nel tentativo di allontanare vittimizzazioni future.

Affermazioni tristemente vere che fanno riflettere, soprattutto se applicate alla quotidianità: quante volte il male, nelle sue mille declinazioni, ci lascia indifferenti?

Un’ultima annotazione: pur essendo io un amante delle copertine minimaliste, devo dire quella di questo libro non mi è piaciuta. Non per la grafica essenziale, ma per il fatto di usare il colore nero per indicare il male. Sappiamo bene quanto quest’associazione sia stata deleteria nel corso della storia e avrei scelto un altro colore.

Zygmunt Bauman
Le sorgenti del male
a cura di Yong-June Park
edizione italiana, traduzione e cura di Riccardo Mazzeo
Erickson, 2013
ISBN 9788859002536
pp 112, euro 10

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