Alfred Hitchcock, Riccardo Palmieri firma un profilo biografico completo del maestro del brivido

Sotto i riflettori del film di Gervasi e della fiction di Sky, si riaccende l'attenzione mediatica intorno ad un regista cult, un autentico maestro del brivido svelato da un profilo biografico di Riccardo Palmieri per Armando Curcio Editore.

C'è una sagoma grassoccia che nessun amante del thriller può cancellare dai suoi pensieri. Quella silhouette appena tratteggiata e sfruttata a fini estremamente commerciali, lo avrete ormai capito, è il marchio di fabbrica di Alfred Hitchcock, "il suo logo", se preferite. E spesso, al di là dei suoi tanti film e della sua proficua produzione, è questo che resta dell'uomo che "visse letteralmente due volte", riuscendo ad imporre le sue manie stilistiche su entrambe le sponde dell'Atlantico, nella timorata Inghilterra d'origine prima e nella vorticosa e disinvolta America d'adozione, dopo? Ci rifiutiamo di crederlo, e come noi folle di appassionati persi nei brividi delle grida degli uccelli, nelle sfumature radioattive di un bicchiere di latte sospetto, nella vertigine di un ritorno impossibile e nelle morbide onde dei capelli di una Grace Kelly algida, stupenda e maledetta.
Un bambino nato nella paura e nel divieto, fomentati da un'educazione religiosa impartita dai rigidi padri gesuiti e da una certa severità paterna, un figlio del silenzio, destinato a mostrarsi sempre accondiscendente e a covare le sue ossessioni nel profondo, imparando lentamente a tirarle fuori in un linguaggio espressivi distillato, ma farcito di trasfigurazioni maniacali senza pari. Il mago suspense emerge poco a poco nelle parole di Palmieri, companatico interessante che riesce a riempire gran parte di quel profilo tratteggiato che se fece il successo commerciale del regista contribuì indubbiamente a trasformarlo in una specie di identità mediatica senz'anima propria, si definisce grazie al filrouge che ripercorre i ricordi di un famoso collega francese, l'indimenticabile François Truffaut, icona della Nouvelle Vague e autore di una famosa intervista al baronetto della tensione, diventata un libro chiave per comprendere la dimensione umana del mito: "Le cinéma selon Hitchcock".
Dai complessi rapporti con la moglie Alma e con le donne in generale, donne di un "timido verginello", alle infinite manie di un sensualismo sintetizzato esteticamente in maniera spesso violenta, dalle numerosissime direttrici emozionali al rapporto con la triade "sesso, angoscia e morte", ai noti camei, fino all’intervista a Roberto Leoni, scrittore, sceneggiatore e regista di cinema e tv, che lo conobbe di persona, la materia di Alfred si riallaccia a quella dell'Hitchcock che tutti conosciamo, o che abbiamo sempre creduto di conoscere...

I suoi film si possono leggere anche come romanzi di evasione, perché lui per primo cerca di evadere da certe fantasie e pensieri che lo perseguitano. Evidenti frustrazioni, implosi sensi di colpa, aggressività passiva, sogni proibiti a stento trattenuti, esigenza di controllare ogni aspetto della vita e del set ne fanno una figura dal timbro assoluto, perentorio ma anche spigoloso, guardingo, sarcastico, nonostante il suo aspetto rotondo e gioviale.


Alfred Hitchcock
Il maestro del brivido
di Riccardo Palmieri
Collana Electi
Armando Curcio Editore
Aprile 2013

Via | curciostore.com

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