Sul numero de La Stampa di qualche giorno fa, Fabrizio Rondolino, giornalista, critico e autore televisivo, ha pubblicato un articolo molto duro contro il tentativo di far diventare una moda la lotta contro la mafia, tentativo che avrebbe il suo baricentro vitale nella figura di Roberto Saviano, il supereroe.
L’analisi di Rondolino suona inaccettabile a molti (dalla “Vespa” anonima di Terza pagina del Sole24Ore, per esempio, che con il suo tipico sarcasmo ipercorrosivo attacca duramente il giornalista torinese) ma, in realtà, contiene, a mio parere, una presa di posizione degna almeno di essere valutata. Ma, osservando le reazioni (della carta stampata e dei lettori in carne ed ossa) non sembra affatto così; in questo momento, infatti, è sufficiente criticare il fenomeno Gomorra e/o Roberto Saviano per essere attaccati con asprezza, accusati come minimo di invidia o, al peggio, di mafia.
La cosa mi sembra francamente inaccettabile, Roberto Saviano sembra essere diventato uno scrittore incriticabile, perfetto tout court, un supereroe (Disgraziato il paese che ha bisogno di Supereroi) ed è un peccato sia per lui che potrebbe finire col credersi perfetto, sia per noi che perdiamo un argomento di discussione importantissimo. E’ per questo dunque che vi invito a leggere l’articolo di Rondolino e a cercare di riflettere realmente sulla questione, sul fenomeno Saviano in generale, sul suo libro, sul film (secondo me un’oscenità, ma non è questo il momento di parlarne), ma soprattutto sul circo mediatico che circonda e alimenta questo fenomeno e di cui Saviano probabilmente è più vittima che altro.
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vladir
30 mar 2009 - 11:37 - #1Condivido. Criticare è sempre un diritto legittimo, anche quando non piace, perchè esprime la libertà del pensiero del lettore.
udp
30 mar 2009 - 19:24 - #2anche criticare la critica dovrebbe essere un diritto legittimo o sbaglio?
udp
30 mar 2009 - 20:59 - #3mi sembra un articolo inconcludente. cosa vuole dire alla fin fine? che Saviano cavalca il momento per auto imporsi come esperto dell’argomento? e allora? insomma il punto è: se si fanno libri e dibattiti su argomenti puerili non va bene. se se ne fanno di seri e importanti non va bene. allora cosa è “bene” ? e se il far diventare moda l’antimafia questa volta funzionasse come una sorta di caso anomalo o un’eccezione che conferma la famigerata regola?
tentar non nuoce e lasciamo ai posteri questi articoli che sono più opportuni al senno di poi che alla previsione.
lascoltodelvenerdi
31 mar 2009 - 08:40 - #4Saviano è come usato come tutte le galline dalle uova d’oro.
Se il libro per quanto ben scritto, non avesse avuto successo, sarebbe caduto nel dimenticatoio.
Sembra quasi che la mafia esista solo perché è stato scritto Gomorra, che se non erro è un romanzo, non un trattato…
lollo1974
31 mar 2009 - 10:59 - #5Fabrizio Rondolino è uno sconosciuto che vuole cavalcare l’onda del fenomeno saviano, non elogiandolo come martire della verità giornalistica (sarebbe troppo normale confermare una verità), ma contraddicendo l’impegno che una persona qualunque come appunto saviano, abbia dedicato ad una questione delicata che riguarda tutti, in primis lo stesso saviano, anche a costo della sua libertà e della sua stessa vita.
insomma, ben venga la critica, ma prendersela con uno che per dire la verità stia sacrificando la sua stessa vita, non mi sembra elegante.
ValentinaB
03 apr 2009 - 01:33 - #6Il problema non è se Saviano sia un supereroe o se sia intoccabile. Quella che bisogna chiedersi è “a che pro?”.Se ci si focalizza sul criticare l’atteggiamento di Saviano, o tutte quello che ci sta dietro, si perde di vista l’obiettivo vero, che è quello di combattere la Camorra e la mafia. Se tutta questa attenzione porta a delle azioni concrete per combattere la criminalità organizzata, perchè, dico PERCHE’ volersi accanire su chi invece ha fatto iniziare questa “moda”?.
Per troppo tempo non si è fatto niente, e si è stati zitti. E tale atteggiamento e esattamente quello che preferiscono i camorristi. Per una volta che qualcuno apre la bocca, e fa anche tanto parlare dell’argomento, perchè andare a trovare il pelo nell’uovo?
che importanza può avere se Saviano sia un santo o no? Per me è un argomento sterile.
X l’ascoltodelvenerdì. Sì, erri, Gomorra non è un romanzo. Cito da IBS.it:
“Un libro che racconta il potere della camorra, la sua affermazione economica e finanziaria, e la sua potenza militare, la sua metamorfosi in comitato d’affari. Una scrittura in prima persona fatta dal luogo degli agguati, nei negozi e nelle fabbriche dei clan, raccogliendo testimonianze e leggende. La storia parte dalla guerra di Secondigliano, dall’ascesa del gruppo Di Lauro al conflitto interno che ha generato 80 morti in poco più di un mese. Una narrazione-reportage che svela i misteri del “Sistema” (così gli affiliati parlano della camorra, termine che nessuno più usa), di un’organizzazione poco conosciuta, creduta sconfitta e che nel silenzio è diventata potentissima superando Cosa Nostra per numero di affiliati e giro d’affari.”