Rosa Malcontenta di Aldo Dalla Vecchia, dal web alle librerie passando per il teatro

"Rosa Malcontenta" è un bel volumetto giallo pallido che segna l'esordio narrativo dell'autore televisivo Aldo Dalla Vecchia.


Una storia scritta lungo lo spazio di tre estati della fine del secolo scorso (precisamente dal 1995 al 1997) e affermatasi negli anni zero attraverso il web, sul quale è stata pubblicata gratuitamente e a puntate giornaliere nel 2000, prima di diventare uno spettacolo teatrale e un vero e proprio libro, sbarcato nelle librerie solo qualche settimana fa (il 14 marzo, per i tipi della Sei Editrice, che ha scelto il manoscritto come opera vincitrice della seconda edizione del Premio In Primis, dedicato alla scoperta e pubblicazione di autori al debutto, e sponsorizzato dalla Banca di Cherasco).
Un romanzo che mette in copertina una bella nuca bionda e pettinata ad onde secondo la moda borghese degli anni '60, un prezioso indizio che ci porta a indagare dolcemente sulla protagonista, la Rosa del titolo, che si consegna svelando dolori e piccole gioie, offrendo attimi della sua vicenda con un candore lontano da ogni affettazione.
Ed è con occhio di bonario interesse che ci si avvicina a questa donna d'altri tempi, eppure non cosi' lontani, che deve l'accigliato soprannome di "malcontenta", affibbiatole dal marito Martino, non ad una caratteristica caratteriale, ma alla località veneta di Malcontenta (che a sua volta l'ha ereditato dalla cinquecentesca Villa Foscari costruita da Andrea Palladio) nella quale abitava prima di sposarsi.
L'esistenza operosa di Rosa è semplice e genuina come il suo nome, e gira intorno ai due figli, alla strana famiglia del marito e all'azienda di famiglia, in un susseguirsi di fatti e riflessioni che hanno il sapore schietto, e a volte terribilmente acre, della vita della provincia italiana.

Achille e io avevamo un nostro piccolo, privatissimo rito.
Tutti i giorni, a metà mattinata, lo chiamavo in cantiere dalla finestra della cucina.
Insieme, in silenzio, prendevamo il caffè.
Achille voleva il caffè come lo prendevo io, nel bicchiere e con molto zucchero.
Dopo averlo bevuto raccoglieva con il cucchiaino lo zucchero rimasto sul fondo e lo assaporava con calma.
Diceva che era la cosa che gli piaceva di più al mondo.
Era un caffè di una marca speciale.
Lo produceva un'azienda di Treviso.
Il fornitore passava ogni due settimane il giovedì.
Aveva un furgoncino bianco e somigliava all'attore Ricardo Montalbán

In una sintassi diretta e senza giri di parole, le emozioni concrete di Rosa bucano la pagina in frasi volutamente spaziate, che si stagliano su un largo spazio bianco come a ribadire l'integrità del contenuto che trasmettono.
Caratteristiche di un testo che sembra nato per esser ascoltato e che è stato lo stesso Dalla Vecchia, forte della ventennale esperienza di autore televisivo, a trasformare in sceneggiatura nell'adattamento teatrale, tirando fuori un monologo messo in scena al Teatro Studio Frigia Cinque di Milano, con la regia di Stefano Fiorentino e interpretato da tre attrici calate nel ruolo della protagonista.

Rosa Malcontenta
di Aldo Dalla Vecchia
Collana I Tipi
Sei Editrice
Prima Edizione 2013
ISBN978-88-05-07350-4

Via | seieditrice.com

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