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Dal libro al film: I love shopping

Pubblicato: 19 mar 2009 da sara

i love shoppingAllora, questo post vuole inaugurare un ‘filone’ di critica (nostra) e commenti (vostri) sui film che riprendono romanzi e best seller editoriali. Ad inaugurare il ‘filone’ è I love shopping, che con molta cautela (vista la personale allergia per le trasposizioni cinematografiche) sono andata a vedere.

Tutte coloro che adorano Sophie Kinsella e per cui Becky Bloomwood è un mito personale (alla faccia delle critiche alla ckick lit) si rassicurino: il film non riuscirà a condizionare la vostra fantasia, sostituendo alla vostra immagine mentale di Becky quella dell’attrice che fa le smorfiette sul grande schermo. Il film infatti ricrea la storia di Becky sganciandosi in più parti dalla trama del romanzo.

Memorabile la scena d’inizio, sulla differenza fra uomini e vestiti, e anche i ‘dialoghi’ di Becky con i manichini “tentatori” dei negozi di Vuitton, o le sedute nel gruppo degli ’shopaholic’ (mitico il giapponese).

Per il resto, Tarquin nel film è uno che non ha niente da invidiare a Luke come prestanza fisica (molto diverso dal Tarquin libresco, più nerd) e soprattutto è già fidanzato con Suze (cosa che nel libro accade successivamente).

Nel film poi è appena accennata la crisi e la rivincita di Becky, diversamente a come accade nel libro, nel quale non c’è un semplice ‘pentimento’ (come accade nel film), ma una vera rivalsa professionale della protagonista.

Insomma, sul grande schermo la storia è, per un terzo almeno, un’altra storia, quindi si può vedere mantenendo separate nel cervello le due ‘Becky’.

Promosso? Si, anche se non tutti i vestiti indossati dalla protagonista hanno la classe che ci aspetteremmo dal ‘fiuto’ di Becky: non perdoniamo gli sceneggiatori di aver trasformato la sciarpa azzurro cangiante di Denny e George in una sciarpa verde!!

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Pipischella

    19 mar 2009 - 12:57 - #1
    0 punti
    Up Down

    Promosso? Personalmente lo detesto, è un brutto film, dalla regia dozzinale e, soprattutto, dalla rassicurante e becera visione della donna by Disney. Non mi stancherò mai di dirlo: quella non è Becky! Becky è una che ci sa fare, questa è un’idiota; Becky ha classe, questa si veste malissimo! Delusione stavolta dalla costumista geniale de Il diavolo veste Prada, ma del resto anche lei seguiva direttive Disney.
    Qualcuno mi spieghi perché la storia di una donna che si mette nei casini da sola, ma poi se ne tira fuori da sola, è diventata la solita favoletta sulla cretina che aspetta il principe azzurro che la salvi, questa volta da se stessa.

  • Profilo di arychan

    arychan

    26 mar 2009 - 19:19 - #2
    0 punti
    Up Down

    a me il film è piaciuto e molto, anche perche a me il libro non piace.
    personalmente odio Becky, è troppo stupida,scema,infantile e irresponsabile, nella versione cinematografica però il personaggio assume un aria più divertente.

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