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Chiudono a Roma e Milano le librerie gay Babele

Pubblicato: 03 mar 2009 da sara

Al doloroso ‘bollettino di guerra’ delle librerie cadute sul campo (dalla Sherlockiana alla Bocca, alla Oscar Wilde in Usa) si aggiungono le librerie a tema gay ‘Babele’: ce ne sono una a Roma e una a Milano. I proprietari di entrambe, mi raccontarono un giorno, un tempo stavano insieme e ne gestivano una sola. Dopo lo ’scoppio’ della coppia si scissero in due.

Oggi, purtroppo, annunciano la chiusura contemporaneamente. E dispiace, dopo averli conosciuti, vi assicuro. I proprietari del locale di Roma, in particolare, lo rivogliono entro ottobre, e i proprietari romani annunciano in una lettera, che trovate a fondo pagina, che non sanno neanche se riusciranno a sopravvivere fino ad allora.

Di lettori-clienti, infatti, non se ne vedono più. Ed è strano, visto che mi raccontavano che la libreria (centralissima, in via dei Banchi Vecchi, a Roma) era spesso meta di turisti gay che venivano per comprare qualche guida ed avere qualche ‘dritta’ sulla movida romana omosex. Arrivederci allora a Claudio, Lorenzo e anche a Maurizio che spesso sta alla cassa e si offende se non gli date della “lei”.

Dopo il ‘continua’, la loro lettera di arrivederci.

Carissimi amici e amiche, dopo tanti, tantissimi anni, per la precisione 15, che la Libreria Babele è aperta, e lo è stata ininterrottamente: estate ed inverno, durante le feste e spesso anche la domenica; ci troviamo nella triste condizione di comunicarvi l’imminente chiusura. Eh già, a quanto pare il momento di crisi si fa sentire, soprattutto dalle piccole attività che non ce la fanno a reggere il confronto. La perdita dell’esclusiva nella specializzazione (ormai trovare un reparto di libri e audiovisivi glbtq è facile e “normale” un po’ dappertutto), internet la fa da padrone (film, musica e immagini ormai si scaricano come lo sciacquone!), si legge poco e i libri costano cari (ma la grande distribuzione può permettersi sconti incredibili), i soldi per la cultura non ci sono (ma guai a non avere l’ultimo modello di telefonino o di un capo alla moda!), l’interesse diminuisce (negli under 30 anzi manca proprio), tutto questo ed altro ancora ci costringe oggi a dare questo annuncio. Ci costringe anche a dare l’avvertimento a chi ci sta intorno che si rischia di perdere la memoria, di perdere l’identità e la cultura, di perdere le basi su cui costruirsi e costruire il futuro, ma forse a molti non interessa più, loro credono che tutto sia risolto, che l’Italia li rispetta e accoglie amorevolmente.
Francesco Ingargiola ebbe una intuizione: conquistare la capitale papalina, sonnolenta e chiusa, attraverso la cultura glbtq, con la visibilità, la possibilità di incontro e ha vinto. Claudio Catalano con amore, non solo per Francesco, ma per i libri, per i clienti, per il mondo gay, ha felicemente continuato, resistito, faticato insieme a Lorenzo negli ultimi anni … quanta fatica … e hanno vinto! Di clienti ormai nemmeno l’ombra (saranno tutti sull’isola dei famosi? ), donne nessuna, uomini pochissimi. Ora non ce la facciamo più! Stanchi e anche un po’ stufi. Stufi di sentirci fare delle domande, sempre uguali, sempre le stesse: “che bisogno c’è di una libreria gay?”. Datevi una risposta e se proprio non la trovate, allora è giusto che ci salutiamo così, da cari amici. I proprietari vogliono rientrare in possesso dei locali allo scadere del contratto, cioè ottobre 2009, noi cercheremo di resistere fino ad allora, ma è dura e comunque a noi non interessa più restare. La nostra strada l’abbiamo orgogliosamente percorsa e ora siamo arrivati ad una svolta (qualcuno li chiama acciacchi).Grazie di cuore a tutti quelli che in tutti questi anni ci hanno sostenuto: venendo a comperare da noi, portandoci un caffè e tanti (troppi) dolci, o anche solo passandoci a salutare, e siete stati tanti! Grazie ancora.Per tutte le altre domande siamo a vostra disposizione in negozio tutti i giorni dalle 10 alle 20 e il telefono è sempre lo stesso.
Claudio Catalano, Lorenzo Miconi, Maurizio Gregorini“

Via | DiGayProject
Foto | Flickr

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • giupippo

    03 mar 2009 - 13:36 - #1
    0 punti
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    è davvero una notizia desolante, come desolante è in generale la situazione culturale italiana. la chiusura di una libreria tradizionale è sempre un evento gravoso per la società, lo è di più in questo caso, trattandosi di una libreria che ha il duplice ruolo di diffondere accanto al libro, un messaggio civico e culturale ben più profondo e necessario…specialmente in un paese come il nostro, così carente sotto il profilo del riconoscimento dei diritti civili. E poi è davvero triste che la comunità glbt, se di comunità si può parlare, rimanga così indefferente ai tanti segnali allarmanti che provengono sia dal mondo politico sia dal tradizionale mondo cattolico, e che non sappia d’altra parte rispondere con gli strumenti più efficaci, quali sono quelli della Cultura. Una gloriosa storia culturale e artistica, di cui il mondo gay dovrebbe essere orgoglioso e promulgatore.

  • Miyazawa

    04 mar 2009 - 22:13 - #2
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    Up Down

    MA la notizia non era stata smentita da un successivo “comunicato” in cui si diceva che la Babele di Roma non chiude più? Stanno anche lavorando al nuovo sito internet. Così ho letto su queerblog… e mi farebbe piacere sapere chi ha ragione!:D

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