
Finalmente il nuovo libro del leggendario Jared Diamond ha varcato la soglia di casa mia. “Collapse”, così si chiama questo mattone di 600 pagine che ancora aspetta di venire pubblicato in italiano da Einaudi. Era un lavoro molto atteso che si propone nientemeno di spiegare il motivo per cui le civiltà a volte non sopravvivono a se stesse.
Civiltà come i Maya o i polinesiani dell’Isola di Pasqua si sono miseramente autoestinte, ma l’attore principale di questa tragedia è stato il caso piuttosto che un atteggiamento consapevolmente autolesionista. Gli abitanti dell’Isola di Paqua hanno tagliato più alberi di quanti ne riuscissero a crescere per cui si sono privati della materia prima con cui costruivano le imbarcazioni. Ma tutto ciò è successo senza che i poveri polinesiani avessero informazioni sufficienti per capire che stavano correndo verso un baratro.
E la nostra civiltà? Noi stiamo galoppando verso l’abisso o stiamo in qualche modo rispondendo positivamente alle crisi ecologiche che stiamo producendo?
Ve lo racconto fra seicento pagine…
(Per chi non lo sapesse Jared Diamond è autore di “Armi, Acciaio e Malattie”, un altro testo di antropologia che gli è valso il premio Pulitzer e che spiega il motivo per cui al mondo alcune civiltà sono riamaste all’età della pietra mentre altre vanno a spasso nello spazio. Un libro geniale e allo stesso tempo divulgativo)
Francesco
25 ott 2005 - 12:16 - #1Ho lettto il tuo post incuriosito dal libro e solo alla fine ho scoperto che Diamond e’ l’autore del libro “Armi, acciaio e malattie” che e’, purtroppo da un po’ di tempo, nella lista dei libri da leggere. Dovro’ farlo prima che venga tradotto in italiano questo “Collapse”, oppure leggermelo in inglese.
Grazie della dritta!
Qualche eco-appuntamento il week-end e non solo
25 mag 2007 - 10:49 - #2[…] Mercoledì 15 novembre invece consigli a tutti di prendere un giorno libero. Il mitico Jared Diamamond infatti arriva a Roma per presentare il suo ultimo libro “Collapse” (per info chiamare Einaudi: 0115656213). Dell’ultima fatica del mio antropologo preferito ne avevo già parlato su Booksblog. […]