Il diario di velluto cremisi di Sarah Jio


Sarah Jio è descritta in tre parole, "scrittrice di Seattle, mamma e blogger", e il suo primo romanzo riunisce queste tre declinazioni in una storia ambientata tra Bainbridge Island, poco lontano dalla costa degli Stati Uniti, su un'isola che è un rifugio sul quale abita da decenni l'anziana e carissima zia Bee, e New York, dove ormai vive la protagonista Emily, che di mestiere, guarda caso, fa proprio la scrittrice, piuttosto in crisi a dire il vero.
Autrice qualche anno prima, di un famoso best-seller al quale non ha voluto dar seguito, Emily non riesce a fare il punto della sua vita, tra una profonda mancanza d'ispirazione e il suo divorzio, niente sembra andare per il verso giusto, fino a che un quadro riemerso dal passato e l'appello di un ramo della sua famiglia, non la obbligano a tornare indietro.
Il suo sarà un viaggio nel tempo e nello spazio, alla ricerca delle radici perdute e del senso stesso del suo lavoro. Un percorso di ricostruzione che rimonta ben oltre la sua infanzia e spiegherà molte cose grazie alla guida di un diario, la cui misteriosa autrice sembrerà guidare i passi di Emily. Il titolo originale del libro "The Violets of March" ci da un indizio sulla speranza e su uno dei segni di buon augurio che ricorre in certi punti cruciali:

"Sono viole scororie. Non le vedo sull'isola da..."
"Sono molto rare", intervenne Henry riempiendo il vuoto rimasto dopo che la voce di Bee si era spenta.
"Non puoi piantarle perché non crescerebbero. Devono sceglierti"

Il Diario di Velluto cremisi
di Sarah Jio
traduzione di Mara Domp e Amalia Rincori
collana Narrativa Nord
340 pagine
libro rilegato

Via | editricenord.it

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