L’ultima vittima della crisi finanziaria che ormai ci ha messo in ginocchio è l’italianistica, lo studio dei classici italiani, in particolare, come sottolinea un articolo pubblicato ieri su Tuttolibri di La Stampa, ad essere particolarmente colpita dai tagli del governo è la pubblicazione di alcune edizioni filologiche di autori come Dante Alighieri, Torquato Tasso, Niccolò Machiavelli e Pietro Aretino.
Si parla di tagli ingenti che metteranno in seria difficoltà la conclusione delle opere, già iniziate peraltro da qualche anno. E’ esemplare il caso di Dante, di cui era in preparazione una prestigiosa edizione che, secondo il dantista Enrico Malato, permetterebbe “a tutti gli specialisti l’accesso ai codici e alle stampe di solito riservati a pochi. Si tratta del recupero di glosse, chiose, prologhi, postille che si sono accumulati su Dante nei secoli e di cui noi stiamo curando la pubblicazione: un’avventura in cui abbiamo coinvolto i più importanti filologi”. Un duro colpo, dunque, agli studi di settore sulla risorsa letteraria più vendibile all’estero che ancora abbiamo: Dante, il sommo poeta.
Ma la cosa più allarmante, in fondo, non sono i tagli finanziari attuati da una classe politica che, indistintamente tra destra e sinistra, non ha più neanche il minimo riguardo per la cultura, la cosa più preoccupante è piuttosto che questo nuovo schiaffo, come tantissimi prima già avvenuti e, ne sono certo, altrettanti ancora da venire, non è recepito da nessuno nella sua reale gravità. Ma l’Italia è così, da noi la gente si mobilita per i calciatori, mica per i poeti.
Via | Tuttolibri
Foto | Flickr
Dante Dellamorte
08 feb 2009 - 11:37 - #1Finchè continueranno a coprire di soldi quel porco schifoso di moccia invece di sputargli in faccia e spaccargli la testa come meriterebbe, non ci si può aspettare di meglio. L’arte è mercato, è un processo iniziato nell’800 e destinato a peggiorare sempre. Bisognerebbe mozzare qualche testa.
Luisa Tanzi
08 feb 2009 - 18:06 - #2Perché “sputargli in faccia e spaccargli la testa”? Basterebbe limitarsi a non leggerlo.
Non teste “da mozzare”, ma libri da evitare.
blogattelle
08 feb 2009 - 18:29 - #3se -a- è uguale a -b- e -b- è uguale a -c-, -a- è uguale a -c-; la classe politica non è piovuta da marte, è lo specchio di chi l’ha eletta ovvero per dirla con le parole di orson wells “il regista” ne “la ricotta”: -il popolo piú analfabeta, la borghesia piú ignorante d’europa…-; era il ‘63 e da allora le cose sono cambiate in peggio sempre