E’ da poco in libreria “Una ragazza comune” di John Burnham Schwartz, già autore di “Claire Marvel”, “Bicycle Days” e “Reservation Road”, romanzo, quest’ultimo, da cui è stato tratto l’omonimo film con Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo e Jennifer Connelly.
Liberamente ispirato alle vicende reali - e, francamente, angoscianti - di Masako, la principessa triste, attuale consorte dell’erede al trono, e dell’imperatrice Michiko, “Una ragazza comune” narra la storia di Haruko, prima donna non aristocratica ad entrare nella misteriosa e longeva corte giapponese, dove, sul finire degli anni Cinquanta, viene accolta con distacco e diffidenza dall’imperatrice e sorvegliata quotidianamente dalla servitù.
L’opera è anche un commovente racconto del rapporto tra due donne che si ritrovano a vivere lo stesso destino fatto di pubblica ribalta e profonda solitudine interiore. Ma è anche un impeccabile ritratto del Giappone uscito «dalla seconda guerra mondiale totalmente distrutto, ma con il cuore imperiale protetto da un fossato invalicabile» (USA Today). «Un romanzo delicato, commovente» che «evoca magnificamente i segreti e le cerimonie del palazzo imperiale giapponese» (New York Times Book Review); un romanzo che «verrà inevitabilmente accostato a “Memorie di una geisha”, ma, va detto, è molto più pieno di grazia e delicatezza » (The Wall Street Journal).
È un giorno di aprile, sul finire degli anni Cinquanta e, nel silenzio degli oltre mille testimoni, il principe erede al Trono del Crisantemo e la giovane Haruko entrano nel tempio sacro di Kashikodokoro. Il principe vi mette piede per primo, preceduto dal maestro del rituale, con la sua lunga tunica bianca…
Haruko entra per seconda. Tiene lo sguardo fisso avanti, come le hanno detto di fare. Gli abiti pesano quindici chili, i capelli tre. I piedi si trascinano a fatica sotto il sudario di seta del kimono.
All’interno del Kashikodokoro, su entrambi i lati, spiccano tempietti dedicati agli dèi del cielo e della terra e alle anime di tutti gli imperatori e le imperatrici. Ma è al luogo più sacro, alla stanza segreta in cui è conservato lo specchio sacro - una delle tre reliquie che attestano le origini millenarie e leggendarie della dinastia del Sole - che il principe e Haruko sono diretti.
Mentre i dignitari si bloccano all’esterno, il principe avanza nel sancta sanctorum con in mano un ramo di sasaki, l’albero sacro, adorno di fiocchi rossi e bianchi, subito seguito da Haruko in ginocchio. Con sincronia perfetta i due fanno quattro profondi inchini, poi il principe estrae una pergamena dalla cintura e declama un’antica promessa in giapponese arcaico. La sua voce è forte e abbastanza chiara da essere sentita dalle centinaia di persone raccolte sotto i tetti a pagoda in cortile.
Poi, i due tornano nella parte esterna del santuario e lì, mandando giù qualche sorso di sakè da una scodella di ceramica bianca non smaltata, Haruko, la giovane figlia di un dirigente d’industria, una ragazza comune, una borghese qualsiasi, diventa Sua Altezza Imperiale del Giappone, la principessa Haruko.
John Burnham Schwartz
Una ragazza comune
Neri Pozza (collana Le tavole d’oro)
€ 17,00
DaniB
09 feb 2009 - 18:27 - #1memorie di una geisha è uno dei miei libri preferiti, se questo è considerato “migliore” penso proprio che adnrò a prenderlo… anche se già l’avevo intravisto ;)
Ayesha
09 feb 2009 - 20:15 - #2Così dice The Wall Street Journal… (sarei portata a crederci). :-)
p.s. spero solo che finisca meglio di quanto non sia andata la vita della vera principessa Masako fino a qui.
Blorrylurne-online
28 nov 2009 - 20:47 - #3quello che stavo cercando, grazie
MonicaBC
04 nov 2011 - 18:17 - #4voglio leggerlo assolutamente! ho letto memorie di una geisha, il diario segreto di gioiello d’oriente, l’ultima concubina e la regina di shangai.. non può mancarmi questo :) grazie per l’articolo
ayesha
04 nov 2011 - 19:19 - #5E’ stato un piacere! :-)