Il “Print-on-demand” è una formula su cui molto si è discusso e si discute, in Europa come negli States, e che è arrivata ad occupare ultimamente una fetta di mercato che è ormai impossibile ignorare. In America la strategia della stampa su richiesta (questa più o meno sarebbe la traduzione in italiano del Print-on-demand) sta vivendo in questo periodo un momento d’oro, grazie ai casi di effettivo successo di vendite e di popolarità che hanno riguardato alcuni degli autori coinvolti.
E’ il caso per esempio di Lisa Genova, autrice esordiente che, grazie ad una casa editrice on-demand, la iUniverse e ad un investimento personale relativamente piccolo, pare intorno ai 450 dollari, è riuscita a pubblicare “Still Alice”, un libro sulla storia di una donna malata di Alzheimer che era stato ignorato da tutte le agenzie letterarie a cui Lisa lo aveva proposto e che ora l’ha portata ad essere sulla cresta dell’onda.
Ma è effettivamente vero che ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione dei processi di selezione, di produzione e di vendita dei libri? La risposta non è affatto semplice. Da una parte, infatti, questa nuova possibilità apre veri e propri squarci di mercato a migliaia di nuovi autori che effetivamente, e per la prima volta nella storia dell’editoria, possono autopubblicarsi e autopromuoversi. Ma c’è anche una seconda faccia della medaglia che mette in gioco il senso stesso dell’attività editoriale, la scelta, la funzione critica di mediazione dell’industria culturale.
Via | Corriere.it
poesie racconti
03 feb 2009 - 01:45 - #1Credo che possa esserci spazio per entrambi i modelli di editoria, sia quello tradizionale votato allo stampare e divulgare libri in funzione degli incassi che permetteranno di generare, sia quello della micro-editoria voluta direttamente dagli autori e finanziata dagli stessi.
I due modelli possono diventare complementari e offrire, nel complesso, una scelta ricca ed interessante.
lordmax
03 feb 2009 - 14:04 - #2Il vero problema dell’autoproduzione è l’editing.
Io chemi occupo anche di editing e selezione vedo cose che farebbero rabbrividire anche un analfabeta.