Valter Zanardi in ricordo di Kurtz, da Cuore di Tenebra di Conrad


...sono rimasto a sognare il mio incubo fino alla fine, e a dimostrare ancora una volta la mia lealtà a Kurtz...che cosa stramba è la vita questa disposizione misteriosa di logica implacabile per un futile scopo. Il massimo che si possa sperare è di trarne una certa conoscenza di noi stessi, che giunge troppo tardi...

Valter Zanardi ci consegna il monologo a proposito di Kurtz il cui sguardo era "abbastanza aperto da penetrare tutti i cuori che pulsano nella tenebra" che slega i cavalli impetuosi della sua coscienza in un susseguirsi di riflessioni e di sussulti, di pause e di amarezze, in un crescendo che si nutre del talento di Conrad e vive nella mimica di colui che ha il fortunato ardire di riproporne uno dei passi più intensi.
Da Shakespeare a "Bella la notte" di Einaudi, da Neruda a Verlaine, Zanardi gira e rigira, pensa, strugge e chiama in causa il pozzo profondo della narrazione, attraverso alcuni tra i più grandi capolavori della letteratura mondiale, senza temere di affondare la voce in un buio nero come la pece.

Ho lottato con la morte. E' la disputa meno emozionante che si possa immaginare. Si svolge in un grigiore impalpabile, senza nulla sotto i piedi, nulla intorno. Senza spettatori, senza clamore, senza gloria, senza grande desiderio di vittoria e senza grande timore di sconfitta. In un'atmosfera malata di tiepido scetticismo...

Via | youtube.com

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