
Segnalo un interessante sfogo sul Barbiere della sera, un sito in cui scrivono (anonimamente o meno) molti giornalisti italiani (famosi o meno). Si parla infatti della bibliocard, la tesserina che a Roma consente di ottenere oltre al prestito servizi aggiuntivi (prestito interbibliotecario, prenotazione online di un libro, ad esempio) oltre ad offrire sconti su varie attività del tempo libero.
Ebbene, il messaggio era: regala una bibliocard per Natale. E qui trovate lo sfogo di un collega partito con le migliori intenzioni che non è riuscito a regalarla. A parte il fatto che l’interesse per la notizia può essere limitato per chi non abita a Roma, a parte l’ottimo lavoro di chi gestisce le convenzioni Bibliocard e il fatto che il direttore delle biblioteche sia cambiato da pochissimo e l’ovvia considerazione che il sistema avrebbe potuto essere organizzato meglio.
Insomma, a parte tutto, colgo lo spunto e mi permetto di segnalare un episodio piccolo, irrilevante, una delusione scema che mi è capitato di patire oggi, e che tuttavia mi ha ricordato quanto sia importante il ruolo del bibliotecario per noi che facciamo spesso letture in prestito.
E’ successo che entrata di corsa nella biblioteca Rispoli, a Roma (centro storico) sono rimasta incantata da una alberello di Natale alto poco meno di me su cui al posto delle palle erano stati posizionati dei libriccini freschi di stampa: libriccini minimi, di piccoli editori, ‘chicche’ che trovi a cinque euro o giù di lì. Ovviamente ho chiesto se potevano essere presi in prestito e una delle gentilissime bibliotecarie (sta lì da anni) mi ha detto cadendo dalle nuvole che non lo sapeva. “Non lo so, non so nemmeno se sono stati catalogati…sono stati catalogati?” ha fatto alla collega.
Ho ringraziato e sono andata via. E allora ho pensato: in cosa consiste la ‘professionalità’ di un bibliotecario? A parte nel conoscere il sistema di catalogazione dei libri, nel promuovere gruppi di lettura e splendide iniziative (vedi le biblioteche solidali) nell’avere fiuto nelle acquisizioni di libri etc…La professionalità consiste, credo fortemente, nell’amore per i libri, per la sua biblioteca, per le stesse iniziative che vi vengono proposte. Per chi ama i libri il disinteresse di una persona che lavora al banco tutti i giorni per quello che si svolge in quell’ambiente suona stonata.
Suona in altre parole poco riguardosa quasi nei confronti di qualcosa con cui quella persona ha a che fare tutti i giorni. Un non prendere sul serio il lavoro che si fa, ed è fatto di tanti piccoli importantissimi dettagli. Vale per chi lavora in biblioteca come per chi faccia qualunque altro lavoro. Ma forse mi colpisce tanto perchè accade così con tutto ciò che si ama: qualcosa (i libri in questo caso) su cui ci appare intollerabile si posi qualsiasi sguardo un po’ meno entusiasta del nostro.
Foto | Flickr
roberto celani
31 dic 2008 - 16:31 - #1La lettura e l’amore per la parola scritta mal si conciliano con l’impazienza e l’intransigenza dimostrata nei confronti della operatrice di turno.
Da una parzialissima impreparazione nel rispondere al quesito posto, non si può dedurre l’assoluta assenza di professionalità e addirittura il disinteresse che si vuole dimostrare a carico della bibliotecaria nella lamentela.
Un po’ di comprensione in più non guasterebbe.