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Di mestiere faccio lo scrittore, e ho paura di morire

Pubblicato: 16 dic 2008 da sara

moleskine

E’ questa la conclusione di un pezzo apparso domenica sul Il Tempo e disponibile qui, in cui un ‘free lance’ della scrittura che, con tanto di contratto di collaborazione in Rai, un contratto per un libro, inviti a convegni e conferenze e collaborazioni per quotidiani e riviste, dice di avere sul conto in banca 200 euro, o giù di lì.

La colpa: avere una vita ‘normale’. Una casa in affitto, un figlio, una moglie che non lavora (ma se lavorasse dovrebbe pagare asilo nido e babysitter, presumibilmente, per i primi anni di vita del bambino).

“Non mi pesa tanto vivere di poco, quanto vivere ogni mese come un “esame”", scrive Andrea Di, che dice di avere 32 anni. “La cosa più brutta quando guadagni poco, e vivi in affitto, e non hai “le spalle coperte”, e hai un figlio, è quella domanda che non ti lascia mai: “E se muoio?” Non sono un tipo attaccato ai soldi. Cerco di andare avanti: leggo, scrivo, lavoro come se fossi sereno. Ma sereno non sono”.

Via | Il Tempo
Foto | Flickr

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di chiarafattori

    chiarafattori

    16 dic 2008 - 13:11 - #1
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    Bella testimonianza. Comunque lo scrittore che “fa la fame” è un luogo comune. La realtà è che ormai questa descritta è una situazione comune a tutti i giovani trentaduenni, che siano scrittori o ingegneri. Magari fanno lavori con nomi complicati tipo manager vattelappesca junior assistant (ci avete fatto caso che non esiste più una ragazza che faccia la segretaria?) ma se hanno 200 euro sul conto in banca sono fortunati.

  • Profilo di lordmax

    lordmax

    16 dic 2008 - 14:04 - #2
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    Purtroppo concordo con Chiarafattori, se hanno 200 euro in banca afine mese sono già fortunati.
    Io sono nella stessa situazione anche se faccio l’informatico e lo scrittore e di anni ne ho 40.
    Ed ormai chiunque non abbia un contratto blindato in una realtà in crescita si trova più o meno nella stessa situazione.

  • Profilo di diegopapaccio

    diegopapaccio

    17 dic 2008 - 12:45 - #3
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    Mi dispiace, Chiarafattori, ma lo scrittore che “fa la fame” non è un luogo comune ma una realtà comune. Siamo in tanti, forse troppi, e io sono tra quelli più fortunati. Anche se mi ritrovo di giorno a discutere di cinema con Moretti o Herzog, di letteratura con Baricco e Voltolini, e la notte metto a posto il magazzino del più grande negozio di mobili svedese. Una vita da psicopatici con doppia identità, che inaridisce. Eppure so di avere fortuna, e lo scopro il 27 di ogni mese.

    Sono pochi quelli che vivono della propria scrittura, senza “prostituirsi”.

  • Pipischella

    17 dic 2008 - 16:04 - #4
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    Benvenuto nel club

  • Profilo di BarbaraGozzi

    BarbaraGozzi

    17 dic 2008 - 16:49 - #5
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    Volevo precisare che l’autore dell’articolo è Andrea Di Consoli che ha scritto, tra gli altri, ‘Il padre degli animali’ (Rizzoli collana 24/7, 2007) e ‘La curva della notte’ (Rizzoli collana Scala italiana, 2008).

    http://www.ibs.it/libri/Di+Consoli+Andrea/libri.html

  • alex111

    18 dic 2008 - 17:55 - #6
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    si ok, però è pure vero che ci sta chi se mangia tutto e a cui non va di sacrificarsi.. io ho 29 anni, vivo da solo, pago 700€ al mese tra affitto e spese di casa, faccio due lavori e non mai tempo per niente. da tempo ho lasciato da parte tutte le mie velleità artistiche e faccio due lavori “normali” da lun a ven impiegato e ven- sab e dom- cameriere, guadagno circa 1.500€ al mese ed in banca ne ho 20.000.
    guido un auto usata, non compro vestiti costosi e non vado in ristoranti e quando faccio la spesa ci sto attento.

    con una famiglia è diverso lo capisco, ma credo che se non te lo puoi permettere un figlio non lo devi fare.. l’italia è un paese in declinio, lo sappiamo, ma o ci si adegua e ci si rimbocca le maniche o andiamo da qualche altra parte, tento è così

  • Sardiniamagritte

    08 apr 2009 - 13:01 - #7
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    Alex 11 sei troppo uno da ammirare!!! davvero

  • Endrix

    13 giu 2009 - 17:09 - #8
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    sono un pittore e restauratore di beni storici,da due anni sono senza lavoro.
    Avevo una famiglia mio figlio adesso ha 14 anni,sono andati a vivere dai nonni.
    Io sono diventato un senza tetto,penso che questo accada a molti che si dedicano
    all’Arte,eppure mi guardo in torno e mi sento ricco,credo di scorgere qualcosa che va
    oltre al nostro concetto di vita nella materia.
    Atutti gli artisti dico,non temete cercate di guardare oltre il muro,troveremo tutto quello che ci serve.

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