
Come già successo in passato torna la tassa sul porno. Anche la Finanziaria in corso di varo presenta l’ennesima “pornotax“, ovvero un aggravio dell’iva sulle pubblicazioni pornografiche.
Non è la prima volta e anche stavolta probabilmente finirà in un nulla di fatto; ciò che incuriosisce è l’estensione del dettato normativo che sembra ricomprendere “ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale” e quindi anche i libri. Non solo ma la tassa si applica ogniqualvolta siano “presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti”.
Ci chiediamo dunque se il Marchese De Sade sarà uno dei primi a cadere sotto la scure di questa tassa, così come Casanova.
E poi vorremmo sottolineare l’estrema difficoltà di applicazione: nell’arte visiva la simulazione è facilmente riconoscibile, ma nella letteratura? Che questa sia di alto o basso livello è comunque sempre simulazione. Ci vorranno schiere di critici letterari per passare al vaglio migliaia di opere classiche e non; e poi come metterli d’accordo? Ecco la soluzione: un decreto ministeriale che definisca come simulato o meno il rapporto sessuale e in tal caso siamo ansiosi di leggerlo.
XPX
14 dic 2008 - 15:16 - #1ennesimo provvedimento che non serve a nulla … basta andare su internet
Frexxa
15 dic 2008 - 00:16 - #2Ma tasseranno anche G*ng B*ng di Palahniuk? Direi di sì, visto che persino il libero popolo dei blog non permette di scrivere il nome del romanzo nei commenti…..
Pipischella
15 dic 2008 - 10:33 - #3A parte il fatto che mi sembra una vergogna tesa solo a recuperare qualche spicciolo in più per far gonfiare ancora le solite tasche, e che oltretutto è roba da medioevo, se la cosa verrà applicata come si è fatto negli ultimi sei mesi per il cinema, siamo proprio a posto.
Negli ultimi sei mesi la commissione censura per il cinema ha posto divieti ai minori di 18 o di 14 su una quantità di film maggiore a quella dei due anni precedenti. Salvo poi capitolare a volte nei ricorsi.
Il problema è che nella “religiosissima” Italia (ma lo è davvero? o è solo che non si vogliono calpestate piedi porporati?) se tassano il porno sta bene a tutti. “Certo, fanno bene, dovrebbero proibirlo!”, mi pare già di sentire la gente. E nel calderone vanno a finire opere che non sono affatto pornografia. E chi ci rimette? Noi, perché le case editrici si rifaranno per forza di cose sul prezzo unitario finale.
Non solo i libri: io leggo molti fumetti e graphic novel, che già costano tanto. Miguel Angél Martin, artista riconosciuto in tutto il mondo, vedrà i suoi lavori arrivare a prezzi esorbitanti!
Ultima cosa: se una persona adulta vuole fruire un po’ di porno, sono fatti suoi.