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Torna la pornotax: tasseranno anche il Marchese De Sade?

Pubblicato: 14 dic 2008 da cristiano

pornotax

Come già successo in passato torna la tassa sul porno. Anche la Finanziaria in corso di varo presenta l’ennesima “pornotax“, ovvero un aggravio dell’iva sulle pubblicazioni pornografiche.

Non è la prima volta e anche stavolta probabilmente finirà in un nulla di fatto; ciò che incuriosisce è l’estensione del dettato normativo che sembra ricomprendere “ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale” e quindi anche i libri. Non solo ma la tassa si applica ogniqualvolta siano “presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti”.

Ci chiediamo dunque se il Marchese De Sade sarà uno dei primi a cadere sotto la scure di questa tassa, così come Casanova.

E poi vorremmo sottolineare l’estrema difficoltà di applicazione: nell’arte visiva la simulazione è facilmente riconoscibile, ma nella letteratura? Che questa sia di alto o basso livello è comunque sempre simulazione. Ci vorranno schiere di critici letterari per passare al vaglio migliaia di opere classiche e non; e poi come metterli d’accordo? Ecco la soluzione: un decreto ministeriale che definisca come simulato o meno il rapporto sessuale e in tal caso siamo ansiosi di leggerlo.

Via | Soldiblog
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • XPX

    14 dic 2008 - 15:16 - #1
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    ennesimo provvedimento che non serve a nulla … basta andare su internet

  • Profilo di Frexxa

    Frexxa

    15 dic 2008 - 00:16 - #2
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    Ma tasseranno anche G*ng B*ng di Palahniuk? Direi di sì, visto che persino il libero popolo dei blog non permette di scrivere il nome del romanzo nei commenti…..

  • Pipischella

    15 dic 2008 - 10:33 - #3
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    A parte il fatto che mi sembra una vergogna tesa solo a recuperare qualche spicciolo in più per far gonfiare ancora le solite tasche, e che oltretutto è roba da medioevo, se la cosa verrà applicata come si è fatto negli ultimi sei mesi per il cinema, siamo proprio a posto.
    Negli ultimi sei mesi la commissione censura per il cinema ha posto divieti ai minori di 18 o di 14 su una quantità di film maggiore a quella dei due anni precedenti. Salvo poi capitolare a volte nei ricorsi.
    Il problema è che nella “religiosissima” Italia (ma lo è davvero? o è solo che non si vogliono calpestate piedi porporati?) se tassano il porno sta bene a tutti. “Certo, fanno bene, dovrebbero proibirlo!”, mi pare già di sentire la gente. E nel calderone vanno a finire opere che non sono affatto pornografia. E chi ci rimette? Noi, perché le case editrici si rifaranno per forza di cose sul prezzo unitario finale.
    Non solo i libri: io leggo molti fumetti e graphic novel, che già costano tanto. Miguel Angél Martin, artista riconosciuto in tutto il mondo, vedrà i suoi lavori arrivare a prezzi esorbitanti!
    Ultima cosa: se una persona adulta vuole fruire un po’ di porno, sono fatti suoi.

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