
L’iniziativa organizzata oggi alla fiera della piccola e media editoria da Biblioteche solidali è cominciata con delle sedie girate al contrario. Chi entrava si trovava davanti un uditorio che dava le spalle ai relatori. La ragazza in piedi dietro ai partecipanti ha spiegato il senso di questo gioco e distribuito dei pezzi di carta colorati su cui ognuno poteva scrivere una parola. Alla fine è venuta fuori una collana di pensieri con tanti fogli. Le sedie al contrario erano per simboleggiare il progetto delle biblioteche solidali che “vanno controcorrente”, nel loro costruire biblioteche nel sud del mondo e nel dare a tutti la possibilità di leggere dei libri.
Oggi, alcuni operatori delle associazioni impegnate hanno raccontato qualcosa del loro lavoro. Si parla della Tanzania e dell’impegno affinché ogni villaggio abbia una scuola e una biblioteca, della difficoltà di reperire libri e dell’investimento dell’amministrazione sulla cultura. A Kabul si realizzano delle biblioteche per permettere alle ragazze di avere l’istruzione che in dittatura era stata loro negata. C’è poi la Biblioluna pensata per le donne vittime di violenza in Albania, in cui si svolgono attività sociali e culturali e ancora in Rwanda La casa della pace e della riconciliazione grazie alla quale, insieme alle biblioteche solidali, sta per essere ultimata la prima biblioteca pubblica.
Silvia Bazzocchi, coordinatrice dell’iniziativa, racconta di una biblioteca nata da un’altra biblioteca in Guatemala. “Dopo aver realizzato una struttura in Guatemala - dice - gli organizzatori si accorsero che erano avanzati dei fondi da quelli ricevuti. Così andarono in giro finché non trovarono una scuola in costruzione e proposero ai responsabili di costruire una biblioteca all’interno. Ovviamente accettarono entusiasti”. Tra aeroplanini di carta e bolle di sapone, la presentazione si è conclusa con l’originale performance di lettura di brani da La luna è girata strana di Simone Rossi, edito da Zandegù, con l’accompagnamento musicale dei Cucchiaiodivetro.
Foto | Flickr
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