
Se non ora, quando? E’ l’appello lanciato dalla casa editrice Meltemi, serrata in una crisi tale da renderne incerto il futuro. In un periodo, oramai eterno, di difficoltà settoriale, la crisi economica contemporanea non può che acuire una tendenza non certo incoraggiante per l’editoria italiana: il fallimento.
La ricerca e la sperimentazione sono peculiarità da cui il presente non può prescindere per interrogarsi e prepararsi sul futuro. Meltemi è da sempre il luogo in cui i pensieri trovano dimora e l’impulso per farsi strada nel disincanto. Passione per la ricerca e il sapere, università, attenzione verso l’innovazione e il cambiamento. Questo è Meltemi.
Ora la prospettiva è quella di scomparire, silenziosamente, come altre realtà o farsi inglobare in qualche colosso editoriale. C’è, forse, una terza scelta. Ma la sopravvivenza ha bisogno di una “dimostrazione d’affetto” dei lettori, del sostegno di chi ama i libri, la cultura e l’impegno nel diffonderli. Se non servirà, si potrà dire “io ci ho provato”.
Effepi Libri
04 dic 2008 - 13:06 - #1Anche noi, nel nostro piccolo, stiamo appena mettendo fuori la testa da un momentaccio analogo. (Ora siamo alla ricerca di una nuova distribuzione che ci consenta migliori opportunità). Perciò tutta la nostra solidarietà a Meltemi e l’augurio di riprendersi e continuare il loro ottimo lavoro.
lordmax
04 dic 2008 - 14:04 - #2Non c’è speranza in questi casi.
O si cambia o si muore.
Ed il cambiamento oggi è verso il digitale, chi si muoverà per primo avrà spazi di manovra migliori in futuro.
Una casa editrice come Meltemi, che ha un ottmo catalogo, se passasse al digitale avrebbe enormi potenzialità di vendita. Poiché però mi aspetto che guardino al digitale come il diavolo nemico e malvagio non potranno fare altro che soccombere od essere assorbiti.
Auguro loro tutta la fortuna del mondo.
luca v.
04 dic 2008 - 15:18 - #3Lord hai ragione ma purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione di stallo. E’ difficile dire di chi siano le colpe:
- scarsa intraprendenza imprenditoriale
- diffidenza diffusa nei confronti del digitale
- difficoltà culturali
- tempi più o meno necessari per il cambiamento
Nonostante tutto il digitale è la risposta.