Entra nella mia vita, di Clara Sanchez

E' difficile per Veronica, a dieci anni, non pensare alla foto scoperta casualmente, un giorno, in una bella cartellina di coccodrillo, fra i documenti dei genitori. E' difficile soprattutto perchè lei, a soli dieci anni, ha una dote tipica di tutti i bambini. E' la dote di riuscire a percepire le sfumature di voce con le quali gli adulti parlano di qualcosa; così da comprendere, da un puzzle di indizi non verbali, cosa significhi per il mondo adulto “quel” qualcosa che ai più piccoli rimane nascosto.

E così Veronica inizia a drizzare le orecchie ogni volta che i grandi la nominano. Perchè la bimba misteriosa nella foto, che un po' le assomiglia, è stata chiamata "Laura" dalla madre, e sembra proprio lei la causa delle sue selvagge tristezze. Quelle per cui i medici le consigliano di riempirsi la casa di fiori o di fare molto sport, di correre, nuotare, magari di ballare, anche.

E allora chi era davvero quella bambina, come faceva la madre a sapere come si chiamava e soprattutto da dove spunta quel giocattolo che non appartiene né a lei né a suo fratello Angel? “Laura. Io non sapevo esattamente chi fosse, ma sapevo che era reale e che in qualche modo viveva fra noi”.

Inizia così il nuovo libro di Clara Sanchez, Entra nella mia vita. Inizia con una “verità” a cui la madre di Veronica, Betty, sembra l'unica a credere, nonostante l'evidenza porti alla tesi opposta: la piccola Laura non c'è più.

Ma Betty non crede ai documenti, alla cartelle cliniche. Colpa dei suoi occhi che, a differenza delle sue mani rugose, continuano a guardare il mondo come se avesse cinque anni, “tutto ciò che guardano rimaneva coperto da un velo di innocenza”. Betty non crede al suo psichiatra, quel dottor Montalvo per cui “non rassegnarsi alle disgrazie è solo segno di immaturità” e si sforza a stento a dare ascolto a suo marito che la invita a non pensarci così come fa l'enigmatica amica Ana.

“Ana che non oveva torturarsi per i figli e il lavoro. Per lei niente era una tragedia”. Se a Betty non fosse capitata la storia di Laura magari anche lei “sarebbe stata un po' così, come quelle madri che non stanno sempre a guardare cosa fai, che non vedono il pericolo, che fumano con gli occhi socchiusi mentre i loro figli potrebbero anche venire investiti da una macchina e invece, per un disegno della vita, a loro non succede niente”.

Ana. Lei che c'è sempre stata, nella buona e nella cattiva sorte. Ana grazie alla quale Veronica e suo padre avevano ricominciato “ a vincere lo scrupolo di vivere”, durante la malattia di Betty. E allora perchè Veronica continua a sospettare che proprio lei sappia qualcosa? E perchè Betty continua a dare la colpa ai nonni materni di Veronica di quel che è successo?

Ma è solo quando Betty si ammala che Veronica oltre a prendere le redini del lavoro della madre, inizia, spinta da alcuni segnali a dare ascolto alla sua ricerca di verità. Una verità che qualcuno vuol far scomparire, e che invece il caso, con una manciata di sottili indizi, sembra a distanza di anni metterle di nuovo sotto gli occhi.

Veronica comincia a capire che forse davvero Betty non si sbaglia, come quando accade che, “come quando ci si innamora, come quando ci si odia”, si continua a percepire che qualcuno continua a esistere per noi. Ma quanto è rischioso portare a galla una verità che ormai nessuno ha interesse a far riemergere? Perchè per trovare la verità bisogna smetterla di pensare a cosa pretendono gli altri, e andare dritti per la propria strada. E la sfida, per Veronica, ha inizio.

Clara Sanchez
Entra nella mia vita
Garzanti ed.
18.60 euro

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