
E’ difficile dire se l’abbondanza di imprese sia un bene o un male per l’editoria. Negli ultimi dieci anni in Italia sono nate 50 nuove case editrici ogni mese. Il 30% di queste appartiene alla categoria “micro”, ovvero non superano le mille copie stampate all’anno.
Il dato è emerso in occasione della presentazione della Rassegna della Microeditoria, che si terrà a Chiari dal 7 al 9 novembre. Se la situazione della piccola editoria evidenzia tutte le difficoltà nell’accesso ai canali di vendita, la scelta di preferire titoli nuovi alle ristampe, dimostra la vitalità di questo settore.
Una maggiore concorrenza dovrebbe di norma stimolare la concorrenza e garantire la qualità ed una scelta più selettiva dei testi. Sebbene la pubblicazione delle novità sia legata alla necessità di ampliamento del catalogo o alle politiche delle librerie, è un bene che il settore garantisca una tale differenzazione. Sta a noi lettori saperla sfruttare.
simone_piazzesi
11 nov 2008 - 17:39 - #1ci credo che preferiscono le novità alle ristampe… un classico defunto mica lo puoi far pagare per pubblicare :)
ovviamente non tutti i micro editori sono a pagamento, ma una buona parte sì…