L'autostrada del diavolo, di Luis Alberto Urrea

L'autostrada del diavoloL'autostrada del diavolo di Luis Alberto Urrea è una splendida non-fiction che racconta con precisione asfissiante la storia del gruppo di emigranti messicani tristemente noto, in America, come "i 14 di Yuma".

Nel 2001 questo mucchietto di contadini disperati, dopo aver lasciato casa per puro bisogno, finì a putrefarsi vivo nel deserto tra USA e Messico a causa di un coyote (cioè un trafficante di clandestini) inesperto e inadeguato.

I protagonisti di questo romanzo squisitamente americano - finalista al Pulitzer 2005 - sono i veri migranti messicani, i veri gangster, i veri Texas ranger, il vero deserto, la vera morte per ipertermia (delle cui fasi - stress, fatica, sincope, crampi, esaurimento e colpo di calore - non viene tralasciato alcun dettaglio), i veri governi statunitense e messicano. Eppure non si tratta di una storia lontana dal lettore italiano: tutt'altro. In fondo è la storia possibile di tutti i migranti, e dunque una storia profondamente nostra.

L'agghiacciante racconto di Urria si snoda, come tutte le cronache di tragedie, attraverso frequenti e crudeli periodi ipotetici - se fosse andata così... se solo avessero fatto così... avrebbero ancora potuto salvarsi - lungo una retta costellata di labbra spaccate, lingue pietrificate, urina bevuta e ribevuta fino a diventare nera, gente che ingoia sabbia pensando sia acqua, cactus ciucciati con tutte le spine, gringos che sparano in testa ai messicani così per sport e mille altri orrori. Tutti rigorosamente veri, o quantomeno verosimili.

In sintesi, Urria tratta il dramma dell'emigrazione sbattendo i cadaveri in faccia al lettore; usando puzze, feci, pelle arrostita, vomito, putrefazione e morte come un'orrenda clava organica con cui dare una forma di realtà alla materia inerte della coscienza civile.

Ci riesce benissimo. E per questo il libro è un autentico capolavoro, una pietra miliare del suo genere che merita tutta l'attenzione e il rispetto possibili.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO