In questi giorni c’è un gran parlare di Saviano e della sua condizione di recluso, impossibilitato a vivere un’esistenza ordinaria. Non è il primo, né purtroppo sarà l’ultimo a pagare un prezzo troppo alto per avere espresso le sue idee e aver rivelato una realtà scomoda. Sono diversi gli artisti del passato che sono stati perseguitati per le proprie opinioni discordanti da chi aveva in mano il potere, sia esso economico, politico o religioso.
In questo post vorrei ricordare un poeta turco, Nazim Hikmet, citato peraltro dallo stesso Saviano, che ha scontato dodici anni di carcere e altri di esilio per le sue idee vicine al comunismo . Emigrò a Mosca a soli 19 anni e lì incontrò Lenin, Esenin e Majakovskij che ebbe una grande influenza sulla sua attività letteraria. Una volta tornato in patria, quando i suoi libri erano ormai abbastanza conosciuti, venne processato e condannato a ventotto anni di carcere.
Ne scontò quasi la metà e, una volta uscito, dovette espatriare, separandosi dalla moglie che aspettava un bambino e tornare a Mosca. Le sue poesie più struggenti sono appunto quelle dedicate alla donna che amava, come Il più bello dei mari o I tuoi occhi i tuo occhi i tuoi occhi, che ha composto in prigione. Notevoli anche le poesie scritte in esilio e quelle sulla morte. Tra i suoi meriti c’è quello di avere parlato dei massacri ai danni degli armeni avvenuti tra il 1915 e il 1922.
giallolambostopped
20 ott 2008 - 13:24 - #1“…per le sue idee vicine al comunismo…”, altro che idee vicine, era un tutt’uno con il comunismo, lui, cmq, la poesia che preferisco, insieme ad un’altra che non ricordo bene è questa:
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
ed anche questa:
Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell’ascensore non c’entra
e la scala è tanto stretta.
Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
forse sull’asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l’immondezza.
Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.
La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.
giallolambostopped
20 ott 2008 - 13:25 - #2“…per le sue idee vicine al comunismo…”, altro che idee vicine, era un tutt’uno con il comunismo, lui, cmq, la poesia che preferisco, insieme ad un’altra che non ricordo bene è questa:
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
ed anche questa:
Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell’ascensore non c’entra
e la scala è tanto stretta.
Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
forse sull’asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l’immondezza.
Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.
La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.
giallolambostopped
20 ott 2008 - 13:34 - #3scusate per il doppio post, ma inizialmente non avendolo pubblicato, ho dovuto riscriverlo e poi ripubblicarlo, e alla fine ne ha pubblicati due uguali.
Mi scuso per il disturbo