Alfa e Omega: Le diaboliche

Le diaboliche

Le Diaboliche (in originale Les Diaboliques) è la raccolta di racconti più rappresentativa di Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly, scrittore dandy morto in semi-disgrazia nel 1889. È al tempo stesso un radicale manifesto aristocratico e a fortiori anti-democratico di grande e a tratti perversa sensualità monarchica (wow!) A voi incipit e desinit, tradotti da Elena Giolitti.

Incipit:

Molti, troppi anni fa, me ne andavo a cacciare acquatici nelle paludi dell'Ovest, e non esistendo allora nel paese strada ferrata, al crocevia del castello di Rueil presi la diligenza di ***, che per il momento era occupata da un solo viaggiatore. Questa persona, notevolissima sotto ogni aspetto, la conoscevo per averla spesso incontrata in società ma, se lo permettete, la chiamerò visconte de Brassard. Precauzione probabilmente inutile! Le poche centinaia di persone che a Parigi sono dette «la società» possono benissimo sostituirvi il nome vero...


Desinit:
Tressignies sorrise amaramente dell'ingenuo sacerdote, ma volle rispettare l'illusione di quell'anima semplice.
La duchessa di Sierra-Leone non si era pentita, egli lo sapeva, e tanta commovente umiltà era, anche dopo la morte, sempre e soltanto vendetta.
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