Alfa e Omega: Achille piè veloce

Stefano Benni

Achille piè veloce è un non fortunatissimo romanzo dello scrittore bolognese Stefano Benni, pubblicato da Feltrinelli nel 2003. BooksBlog ne propone oggi inizio e fine.

Incipit:

L'uomo con i libri sottobraccio uscì di casa e il mondo non c'era.
Guardò meglio e vide che c'era ancora, ma una fitta nebbia lo nascondeva, forse per salvarlo da qualche pericolo. Era il solito mondo e l'uomo ne vide alcuni dettagli ai suoi piedi: una crepa sul marciapiede, un brandello di aiuola, una foglia morta per i poeti, palminervia per i botanici, caduta per gli spazzini. Poi gli apparvero il tronco di un albero, lo scheletro di una bicicletta senza ruote e una luce gialla al di là della strada.


Desinit:
Il mondo fuori dalla finestra gli apparve sospeso nello spazio, piccola isola scomparsa da ogni mappa, col nome inghiottito dal buio. La gente camminava in fretta, a occhi chiusi, su ponti instabili e nebbiosi, sui marciapiedi gelati, nel lamento dei clacson che saliva al cielo avvelenato. Tutto gli sembrò difficile, disperato, doloroso. Era ancora viaggio, ancora guerra. Ama il tuo respiro. Con la spada di una matita. Chiuse gli occhi.
- Ulisse - disse la voce di Pilar - ha suonato parecchie volte il tuo telefonino, ho risposto io. È la madre di Achille.
- Dille che non ci sono - rispose Ulisse - dille che le telefono più tardi.
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