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Corso di scrittura creativa: V puntata

Pubblicato: 10 ott 2008 da dario

Una mano scrive una parola

Adesso analizziamo ciò che, a prima vista, può apparire la cosa più lontana da un buon testo narrativo: una canzone di Pippo Franco. Segnatamente, Quel vagone per Frosinone, dall’album Cara Kiri.

Chi storce il naso ha ragione: Pippo Franco oggi è un pessimo uomo di spettacolo, rassegnato a sguazzare in una torbida ma ricca palude detta Bagaglino. Ma in passato ha avuto molte incarnazioni, la più felice delle quali - secondo me - è quella di cantautore comico.

Canzoni come Cesso e America (la mia preferita) divertono ancora a decenni di distanza, e la gente non le dimentica. Quel vagone per Frosinone è una canzoncina scritta da Castellacci e Pingitore, che costituisce una narrazione veramente esemplare, compiuta, soddisfacente ed istruttiva in tutte le sue parti. In particolare, credo sia molto utile per illustrare il concetto di epifania letteraria.

Tutto accadde su un vagone che portava a Frosinone.
Io lo so che son piacente e conquisto facilmente.

In due versi, la scena è già descritta. C’è un uomo su un treno, il solito «piacente» che «conquista facilmente»: ci aspettiamo perciò la storia di un amorazzo rapace e semi-clandestino. E infatti…

«Lei lì tutta riccioluta se ne stava muta muta
con i suoi capelli d’oro a fumare una Marlboro.
Io di donne me ne intendo, e la guardo, dopo attendo,
finché lei disse “signore, vorrei far con lei l’amore”.
Io che m’ero profumato feci un po’ l’imbarazzato»

Tutto come da programma. Lui è un navigato dongiovanni, come sappiamo sin dal secondo verso, e con un’occhiata maliarda fa capitolare la sconosciuta. Nonostante avesse previsto tutto («m’ero profumato») simula pudore e sorpresa, facendo «un po’ l’imbarazzato». È un vero professionista della seduzione.

«Poi con il mio moncherino, sul suo viso un puffettino.»

Epifania letteraria. Il playboy ha un moncherino al posto della mano: chi se lo sarebbe mai aspettato? Tutto ciò che abbiamo immaginato finora cambia all’improvviso. Il lettore/ascoltatore torna mentalmente all’inizio della storia, riformula lo scenario e cambia idea sul personaggio (probabilmente il dongiovanni handicappato fa molta più simpatia).

«Col mio arto ortopedico cominciai a farle il solletico
mentre il mio occhio di vetro la guardava sul di dietro.»

Seconda epifania. All’arto ortopedico si aggiunge l’occhio di vetro, per giunta snodabile come una sonda. Se fino a un secondo prima l’ascoltatore si aspettava di vedere all’opera un playboy, adesso ha capito il nuovo gioco comico, e attende divertito di scoprire fino a che livello di disgrazia si spingerà questo pover’uomo.

«Lei mi carezzò frenetica la parrucca mia sintetica
mentre io con la dentiera le strappai la giarrettiera.
La camicia le levai, con l’uncino la graffiai,
lei mi disse fai più piano mentre mi svitò la mano.»

Terza epifania. Se fino all’occhio di vetro poteva esserci qualche dubbio, adesso non più: la signora è una specie di feticista. Se si concede al catorcio umano non è certo perché questi sia «piacente», come avevamo creduto all’inizio.

«[…] La mia mano fatta a uncino s’incagliò nel finestrino,
quindi il mio braccio di legno s’inceppò dentro a un congegno.
E così squillò l’allarme, corse subito un gendarme. […]
E così mi han sequestrato tutto quanto l’apparato.
Ora sono in un’ampolla, son materia in forme molla.»

La canzone finisce così, con la voce di Pippo Franco che collassa per sottolineare la quarta e più clamorosa epifania letteraria. Il narratore non è nemmeno più un essere umano - cosa che davamo decisamente per scontata - ma «materia in forme molla» conservata «in un’ampolla».

Funziona come il bellissimo romanzo di Pasquale Festa Campanile, Per amore, solo per amore. Funziona come il capolavoro di Night Shyamalan, Il sesto senso. Interpreti ciò che hai letto-visto-sentito in un determinato modo, ma poi scopri all’improvviso che le cose (quelle stesse che hai già letto-visto-sentito) sono sempre state diverse.

Questo genere di epifanie, secondo me, sono il sale, il pepe e l’origano della letteratura.

Continua venerdì prossimo…

Puntate precedenti: 1, 2, 3, 4

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nonteloscordare

    nonteloscordare

    10 ott 2008 - 14:29 - #1
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    Mmmm, mi ha un po’ spiazzato. Mi aspettavo si riprendesse il discorso interrotto la settimana scorsa su trama e storia…

  • b1

    11 ott 2008 - 17:27 - #2
    0 punti
    Up Down

    Che Fico!
    http://www.youtube.com/watch?v=fsJUt_tHwhQ
    (non ho saputo resistere.. Pippo Franco è una lezione vivente sulla “leggerezza”)

  • bettaeli

    28 ott 2008 - 12:44 - #3
    0 punti
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    tutto è scrittura creativa purchè muova la fantasia…anche le canzoni che sembrano stupide…

  • GNECCO sono!

    06 nov 2008 - 21:13 - #4
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    L’invidia ve roseca! Pippo è grande!

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