Di questi tempi, si sa, siamo sommersi dagli oggetti. A pensarci bene non è nemmeno una novità: per buona parte del Novecento, alcuni grandi, profetici scrittori ci avevano avvisati che, prima o poi, ci saremmo arresi a loro, agli oggetti.
Se provassi a fare un elenco di questo tipo: ha quasi trent’anni, ha una bella macchina, per l’esattezza una BMW cabrio, fa un sacco di sport che lo aiuta sempre nei momenti peggiori, ha una ragazza niente male anche sul piano sessuale, ha addirittura un buon lavoro. Bene, in questo elenco di cose, esclusa la ragazza, naturalmente, chiunque ci si potrebbe riconoscere.
Basterebbe aggiungere un computer, una connessione a internet, un telefonino ultima generazione, scarpe ultima moda eccetera e chiunque potrebbe somigliare al personaggio appena descritto. Ed è proprio questo il dramma del protagonista del romanzo d’esordio di Paolo Mascheri, Il gregario, appena edito da Minimum Fax.
Senza contare che questo personaggio non ha nemmeno il problema del lavoro, suo padre ha una farmacia, e gliene apre anche un’altra poco fuori Arezzo, una parafarmacia, a onor del vero. Quindi niente problemi economici, può permettersi quello che vuole. Non proprio tutto.
Allora, viene da chiedersi, dove sta il problema? Noia? Frustrazione? Cosa? La ripetitività? Ci può stare. Anzi, probabilmente ci possono stare tutte e tre, perché credo che il tema stia proprio da quelle parti. Ma credo anche che sia una specie di zona grigia, impossibile da definire.
Abbiamo di fronte un ragazzo che dalla vita potrebbe avere ciò che desidera in tutta tranquillità. E invece no. Perché a distruggerlo è proprio questo: la serialità delle giornate trascorse tra la farmacia, le litigate col padre e con una ragazza della quale non può fare a meno ma per la quale prova un pizzico di qualcosa molto vicino al disprezzo.
E allora succede che sembra di essere imprigionati, una prigionia di cui però non si percepiscono i limiti, di cui non si vedono le sbarre. E tutto quello che fai appare inutile. Niente sembra provocarti una seppur minima vibrazione dentro. L’unico in grado di farti saltare i nervi in un lampo è tuo padre. Per il resto, piattume assoluto.
È, insomma, il ritratto di un giovanotto che somiglia un po’ a tutti e a nessuno, intento a inseguire la vita. E, allora, cosa si dovrebbe fare in una simile situazione? Cambiare le cose, certo. Ma cosa? La macchina, la ragazza, il telefonino, le scarpe, il padre, cosa?
Paolo Mascheri
Il gregario
ISBN 978-88-7521-181-3
Prezzo di copertina: € 11,00
Luigi Annibaldi
10 ott 2008 - 09:47 - #1Beh, essere completamente strafatti di una vita è una condizione interessante. Penso che se raggiungi la cima poi puoi solo scendere. Quindi tanto vale scalare un’altra vita :)
nonteloscordare
10 ott 2008 - 10:29 - #2mmmm, mi sembra un libro alla fabio volo. Magari mi sbaglio.
http://demoniopellegrino.blogspot.com/search/label/letture%20demoniache
Tyreal
18 ott 2008 - 14:10 - #3Questo è il tipo di personaggio che “somiglia un po’ a tutti”? Mi sembra più che altro lo stereotipo del “vuoto” a cui tanti si vorrebbero conformare… Ma tante altre persone sono diverse e non è facile identificarsi con personaggi così piatti…
gillian
31 ott 2008 - 11:15 - #4E’ un po’ come vedere un film di Virzì: per riuscire ad andare avanti nella trama, devi provare una pena infinita, oppure devi sentirti una brutta persona pure tu.
julian12
02 nov 2008 - 11:55 - #5Ma chi ha fatto la recensione ha letto il libro?
Qui mi sembra si stia parlando di un altro libro o forse è un tentativo di screditare il valore del libro e della casa editrice.