Alfa e Omega: Il busto di gesso

Busto di gesso

Il busto di gesso del giornalista Gaetano Tumiati è il vincitore del premio Campiello del 1976. Il romanzo - in gran parte autobiografico - non ebbe grandissima fortuna tra il pubblico, e non so fino a che punto meriti una riscoperta. Leggiamone comunque inizio e fine.

Incipit:

Col busto, finalmente, riesco a dormire tutta la notte. Per me, addormentarmi non è mai stato difficile, pochi minuti dopo aver spento la luce, scivolo nel sonno come quando ero ragazzo; ma da anni, ormai, non mi era più capitato di dormire ininterrottamente dalla sera alla mattina. A una cert'ora della notte il sonno si fa più leggero e a poco a poco mi sento affiorare verso la realtà, una specie di faticosa e grigia nascita alla quale mi oppongo inutilmente.

Desinit:

Solo che il cuore dopo i cinquant'anni non pompa più il sangue con la spumeggiante e cieca violenza di una volta, i battiti sono più fievoli, ora che sono finalmente libero, ora che ho toccato il sereno traguardo della saggezza, provo un vago senso di impotenza, come se guardassi le vicende degli uomini dalla cima di una montagna troppa alta, mentre stendo una dopo l'altra le gambe nei movimenti regolari dell'esercizio per rafforzare la colonna vertebrale, crrock, crrock, crrock, penso con sorridente mestizia che in fin dei conti, sdraiato così sul tappetino giallo del bagno, debbo assomigliare a un grosso scarabeo rovesciato.

Foto | Flickr

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