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Alfa e Omega: Uomini di mais

Pubblicato: 06 ott 2008 da dario


Su BooksBlog abbiamo già parlato di Miguel Angel Asturias, Nobel per la letteratura nel 1967. Oggi proponiamo l’inizio e la fine di Uomini di mais, nella traduzione di Cesco Vian.

Incipit:

«Il Gaspare Ilòm permette che rubino alla terra di Ilòm il sonno dagli occhi…
«Il Gaspare Ilòm permette che alla terra di Ilòm facciano saltar via le palpebre a colpi di ascia…
«Il Gaspare Ilòm permette che alla terra di Ilòm bruciacchino la ramaglia delle ciglia con le strinature che danno alla luna il colore di formica vecchia!…»
Il Gaspare Ilòm scuoteva il capo di qua e di là.

Desinit:

Tatacuatzìn Goyo Yic e Maria Tecùn ritornarono a Pisigüilito. Essa rimase vedova del secondo marito. Si ha un marito solo, tutti gli altri sono posticci. Benito Ramos, l’uomo del patto col diavolo, morì di ernia. Ritornarono a Pisigüilito, dunque. Rimettersi a piantar pali, daccapo, per costruirsi una capanna più grande, poiché i loro figli, ormai accasati, avevano molti figli, e tutti andarono ad abitare assieme a loro. Lusso di uomini e lusso di donne, aver molti figli. Vecchi, bambini, uomini e donne, dopo la mietitura diventavano formiche, per trasportare e riporre il mais: formiche, formiche, formiche, formiche…

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