Domani niente scuola, di Andrea Bajani

pubblicato: martedì 23 settembre 2008 da dario in: saggi narrativa italiana

Domani niente scuola, di Andrea BajaniDomani niente scuola non è il programma di governo del ministro Gelmini, ma il nuovo reportage di Andrea Bajani, che ci racconta tre gite di liceali in cui si è “infiltrato” da osservarvatore.

Con tre quinte classi di licei scientifici di Torino, Firenze e Palermo, tra aprile e maggio ultimi scorsi Andrea Bajani si è recato due volte a Praga e una a Parigi. Tanto «le vere destinazioni delle gite sono le camere degli alberghi e non le città in cui casualmente sono situati».

Il risultato è un libro breve, acuto e molto divertente; stilisticamente un po’ furbetto, ma onesto nella sostanza. La tesi di fondo, suffragata dall’osservazione diretta, è che i ragazzi di oggi non sono cambiati rispetto a quelli di ieri. Ciò che è cambiato è il mondo che gli ruota attorno. E se, con la Delorean di Ritorno al futuro, i liceali degli anni ‘80 sbarcassero nella scuola odierna (o viceversa), sarebbero identici a quelli di oggi (e viceversa). Insomma l’ambiente fa l’uomo. Ehi, ma non è una tesi marxista?

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Naturalmente Domani niente scuola non parla solo dei liceali, suscitando nel lettore curiosità e ricordi più o meno piacevoli, ma rappresenta anche uno sguardo, forse meno originale ma altrettanto profondo, sul mondo dei professori, quella gente triste che se insegna «è perché poverina non ha potuto fare altro», e «comunque di latino ne sa meno dell’avvocato, di matematica meno dell’ingegnere, di scienze meno del medico, e sull’italiano in fondo ognuno ha il diritto di sindacare perché lo parliamo tutti.»

Anche su questo fronte il libro di Bajani dice la sua, e vale la pena di essere letto.

Resta un’unica curiosità, almeno in me. Vorrei conoscere Bajani per farmi raccontare l’irraccontabile, se c’è (voglio dire: se la sarà fatta una diciottenne tra le tante? Quanto ci avranno provato con lui? E in che maniera?)

Se sono becero, scusate. Forse dai tempi della scuola non sono mai cresciuto, e per questo ho apprezzato tanto questo libro.

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