A proposito di libri che non avete finito di leggere, ricordo qui uno dei diritti del lettore sanciti dallo stimolante saggio di Pennac, Come un romanzo (Feltrinelli, € 6,50, 1993). Non sentitevi in colpa quindi perché nella lista stilata dall’autore francese al terzo posto c’è proprio Il diritto di non finire un libro.
Lui confessa, con naturalezza, di non avere terminato Joyce e il suo Ulisse e di non essere ancora riuscito a raggiungere la vetta della Montagna incantata di Thomas Mann. Dice Pennac: “Fra lui (il libro) - per quanto grande sia - e noi - per quanto in grado di capirlo ci sentiamo - c’è una reazione chimica che non opera. Un giorno simpatizziamo con l’opera di Borges che fino a quel momento ci teneva a distanza, ma rimaniamo per tutta la vita estranei a quella di Musil…”
Mi capita spesso di riporre libri, di cui ho letto solo qualche pagina, e di dimenticarli per un tempo più o meno lungo. Poi all’improvviso, per una frase detta da un amico, o un articolo, o un altro accidente, mi ritrovo a cercare e a finire tutto d’un fiato proprio quel romanzo che prima non aveva suscitato in me alcun particolare interesse.
Questa cosa mi è successa proprio con Come un romanzo che avevo visto di sfuggita diverse volte sul comodino di mio padre. Lo avevo sfogliato un po’, ma poi non era scattata la scintilla. Quest’estate un amico mi raccontava con passione dei diritti del lettore di Pennac, appunto, e appena rientrata a casa sono corsa a cercare il libro, ormai conservato nella libreria, per poi divorarlo nell’arco di un pomeriggio.
Mi sono fermata più volte a pensare a questo fenomeno: cosa rende uno scritto, fino a quel momento ignorato, improvvisamente attraente? La risposta che mi convince di più è che c’è il giusto momento per ogni cosa e se un libro riesce a coglierlo allora c’è l’incastro perfetto. Ma se l’animo non è predisposto, lo stesso testo può passarci davanti, senza toccarci neppure.
Lorenzo__
11 feb 2009 - 02:38 - #1Non sono l’unico allora..
Questo mi fa piacere… diciamo che di solito non leggo romanzi… preferisco altro genere.
Abbandono un libro no perchè nn mi piace strada facendo… ma perchè prendono posto altri interessi.. diciamo prioritari… prorpio adesso ho preso in mano un libro che ho acquistato circa 4 anni fa di cui lessi solo qualche pagina.. forse anche perchè era uno di quei acquisti di cui “lo prendo, voglio approfondire l’argomento” .. .ma con i tuoi tempi..
Sono capitato qui perchè cerco risposte a questo vizio di non terminare i libri (ne ho completati davvero pochi)… ma mi piace sapere di poter contare sempre su di loro.
Grazie per questo angolo di ritrovo :)
Ciao
marzia zini
08 set 2010 - 23:26 - #2si se tra noi ed un libro non nasce una corrispondenza emotiva ed intellettuale non è possibile continuare la lettura. Solo una profonda interaZIONE rende importante e significativa l’esperienza della lettura !!!possiamo amare ciò che ci appartiene o ci appssiona per raggiungere la nostra maturazione spirituale…