
Parole straniere che non ci piacciono: il quesito è stato posto dal sito della società Dante Alighieri ai suoi visitatori (www.ladante.it) che si sono dichiarati per il70% italiani.
Ne è risultato che fra le parole che non ci piacciono nella lingua scritta e parlata, c’è al primo posto “week end”, seguito da “OK”, e, più distanti, welfare (8%), briefing (5%), mission (4%), location, bookshop e devolution (3%). Ma non ne possiamo più neanche di computer, know how, privacy e shopping, per non parlare di temi legati alla politica come question time, meeting, premier, election day, authority, leadership e bipartisan.
lordmax
19 set 2008 - 12:50 - #1Concordo pienamente.
In riunione di solito mi porto 2-3 cartelle del Bingo delle cazzate
http://www.phibbi.com/extra/bingo.php
assolutamente da provare.
Pipischella
19 set 2008 - 16:23 - #2Sì, ma il marketing (ops!) ha coniato anche parole italiane assolutamente cacofoniche come “lettorato” (l’insieme dei lettori abituali di una testata). Insomma, diciamo che è una categoria lavorativa che con le mode in fatto di parole ci va a nozze e se ne frega della grammatica…