David Foster Wallace era depresso da mesi

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David Foster Wallace

Pur avendo avuto «un meraviglioso scambio di lettere» con David Foster Wallace, il suo editore Michael Pietsch si rifiuta di parlare della vita privata dello scrittore trovato impiccato a Claremont in California.

L’opinione pubblica comincia però a conoscere i motivi, comunque intuibili, del tragico gesto. Secondo il «New York Times» il padre di David, James Donald Wallace, docente di filosofia all’Università dell’Illinois, avrebbe rivelato che l’autore di Infinite Jest soffriva da alcuni mesi di una grave depressione.

Intanto il sito Respectance.com ha aperto una pagina dedicata a DFW, nella quale ciascuno può condividere con la collettività i propri ricordi personali di David Foster Wallace. Scrive Laure B. Davis, rivolta alla vedova di DFW: «entrambi i miei fratelli (alcolizzati e drogati, che Dio li benedica) si sono impiccati. L’ultimo lo scorso aprile. E io sono una scrittrice che da tredici anni è sobria e pulita, ma che ancora combatte con la depressione di tanto in tanto (ci sono scrittori che non lo fanno?). Lo dico solo per assicurarle che in qualche modo capisco che tipo di dolore sta vivendo.»

Foto | Flickr

Lisa: «Dave era professore, mentore e amico di mio figlio a Pomona (la città in cui insegnava letteratura, n.d.r.). Dai ricordi di alcuni suoi studenti, ho capito che Dave era un uomo, non solo un autore.»

«Ho incontrato David sull’aereo,» ricorda infine Ken Vogelbaugh, «e sono rimasto colpito da quanto poco fosse interessato al mondo materiale. La sua ricerca della pace e della serenità era vera e onnicomprensiva. Mi dispiace che non sia riuscito a sconfiggere i demoni che lo ossessionavano. È stata la persona più intelligente che io abbia mai conosciuto. È davvero vergognoso che non abbia trovato la pace in questa realtà. Spero che lo farà nella prossima tappa del suo viaggio.»

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