Quante volte a scuola siamo stati costretti a leggere dei libri? Troppe, ma veramente troppe volte! Tralasciando Manzoni e Dante che erano (e che sono) d’obbligo per qualsiasi studente, a volte gli insegnanti ci propinavano delle letture aggiuntive (anche durante l’estate) che non facevano parte del programma scolastico. Letture alle quali dovevi sempre accompagnare una dettagliata relazione.
Ma quante volte ci sono piaciuti questi libri? Ricordo con terrore “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. Per me leggerlo è stata una sofferenza atroce. Dopo tanti anni però sono giunta a questa conclusione: Pasolini è un grandissimo autore ma non è possibile leggerlo a 14 anni! Per apprezzarlo bisogna essere più grandi e soprattutto più maturi.
Idem per “Fontamara” di Ignazio Silone che sono riuscita a rivalutare solo l’anno scorso. Ho letto questo libro il primo anno di liceo ma nei miei ricordi non ne era rimasto nulla. La storia? Totalmente rimossa. L’anno scorso però sono riuscita finalmente a rileggerlo e adesso posso dire che è uno dei capolavori del novecento. E a voi tra i libri che vi sono stati imposti di quali conservate un cattivo ricordo?
Paoly24
13 set 2008 - 12:50 - #1La coscienza di zeno… Il libro più noioso della storia… Maledetto Italo Svevo…
Mishaela
13 set 2008 - 14:02 - #2Fontamara è rimasto anche per me un incubo dalle scuole medie, poi mia zia lo ha letto alcuni anni fa e mi ha parlato di un libro totalmente diverso da quello che ho letto io, ma, nonostante ciò, non sono riuscita a riprenderlo in mano. Peggio mi è andata con Verga, che mi è stato forzatamente fatto mandar giù sia alle medie che al liceo. Non sono mai riuscita ad apprezzarlo, i suoi libri mi hanno sempre provocato un senso di angoscia e di tristezza quasi attanagliante. Ancora adesso ho quello che definisco ‘il trauma di verga’, non riesco a vedere neanche un film tratto da una sua opera
Comunque credo che la scuola italiana a volte sia poco elastica, ci sono capolavori che, seppure tali, non possono essere apprezzati da ragazzi adolescenti. Ogni libro ha la sua età, e si rischia, facendoli leggere ad un’età sbagliata, di allontanare i ragazzi dalla lettura
@Paoly…io ho adorato La Coscienza di Zeno ^^
Eleanorpybo
14 set 2008 - 12:01 - #3maledetti insegnanti che cicrocifiggono a 14 anni con metello, fontamara, e gente in aspromonte!
si tratta di veri e proprio traumi! non si riesce più ad aprirli con serenità…e inoltre ti fanno sentire incapace
[ma cooomee?? non ti piace Il Sommo e Magnifico Pratoliniiii??]
Mi sono salvata cristo si è fermato ad eboli, perchè l’avevo letto a 13 anni, in una fase divoratutto. avrò anche capito il 50% di quello che leggevo, ma con quanto piacere l’ho riletto, poi…
Pipischella
14 set 2008 - 19:12 - #4Fontamara credo sia imbattibile in quanto a noia… La coscienza di Zeno l’ho odiato per l’incapacità del personaggio di autodisciplinarsi. Persino io, in età adolescenziale, ero più autosciplinata di lui, il che è tutto dire…
Comunque certi professori non riescono proprio a farti entusiasmare. Vero che devono rispettare un programma, ma è anche vero che alcuni di loro sonoi primi a leggere poco e quindi assolutamente non in grado di fornirti delle proposte alternative. Ricordo ancora quando chiesi al mio prof informazioni su Edgar Allan Poe e mi rispose che non lo conosceva affatto perché non lo aveva mai letto… Stessa cosa per Il giovane Holden… OK, magari sono cliché adolescenziali, ma sempre degni di tutto rispetto!
eymerich73
15 set 2008 - 10:32 - #5Il Gattopardo! Non sono arrivato neanche a pagina 50 :(
dany001
15 set 2008 - 14:54 - #6i malavoglia. e non credo fosse un problema di età.
Nini87
17 set 2008 - 17:02 - #7sinceramente non ho odiato nessun libro letto a scuola..anche se alcuni li ho apprezzati solo dopo gli studi!!non so se è fortuna o no ma non mi hanno mai fatto leggere “i promessi sposi” il libro per antonomasia più odiato dagli studenti italiani!!
mjm editore
22 set 2008 - 17:08 - #8Libro di Ilaria Rabusin
Titolo: Ho gettato la spunga
Al centro di Ho gettato la spugna c’è il tema del giorno: nella scuola elementare vanno bene i moduli con tre o più insegnanti che si suddividono i compiti nelle tre aree fondamentali cioè italiano, matematica, antropologica o è meglio ritornare al maestro prevalente che oggi viene erroneamente chiamato unico?
Pur scritto ai tempi del governo Prodi, il libro di Ilaria Rabusin sembra anticipare i temi del ministro Gelmini. Quello di Ilaria Rabusin è un libro forte, appassionato e, in certi momenti, graffiante e polemico, scritto da una maestra triestina che lo scorso anno, non appena maturato il diritto alla pensione, ha lasciato la scuola elementare con tanta amarezza dentro e con altrettanta nostalgia per i suoi scolaretti e per il loro vociare continuo come uccelletti nelle albe di primavera.
Lo sfogo della maestra si apre con il capitolo Confessioni di una vetero maestra chioccia che è la spavalda rivendicazione della figura canzonata e aborrita dall’odierna pedagogia italiana della maestra mamma chioccia e altresì tuttologa, quella che la riforma modulare ha voluto cacciare dalla scuola.
La prima parte del libro, Riforma dopo riforma, ricostruisce il percorso pluridecennale che ha portato alla macchinosità organizzativa, al burocratismo, alla spersonalizzazione del rapporto educativo che caratterizza oggi la nostra scuola elementare.
Poi, nella seconda parte intitolata non a caso Dalla parte dei bambini, la maestra Ilaria, rievocando tanti episodi prossimi o remoti della sua carriera, penetra nella mente e nel cuore dei suoi scolari, interpreta i loro bisogni e i loro turbamenti, convinta del principio ereditato da sua madre, maestra, tanti anni fa della scuola Foschiatti che i problemi dei piccoli non sono mai piccoli problemi.
Compito di una buona maestra, prima ancora di insegnare a leggere, scrivere e far di conto, è di mettersi in sintonia con ciascuno dei bambini che le vengono affidati e di stabilire un rapporto reciproco d’affetto e di fiducia. Altro che schede quotidiane di verifica degli apprendimenti!
Ho gettato la spugna è un libro che non lascerà indifferenti i suoi lettori, susciterà reazioni di rigetto o convinte adesioni e, come è naturale, molte polemiche. Alcune pagine faranno ridere, altre provocheranno una sincera commozione. Ci sono poi taluni episodi, raccontati con felice vena narrativa, destinati a restare indelebili nella memoria dei lettori.
Uff. stampa
mjm editore
www.mjmeditore.com
Gianni75
21 ott 2008 - 17:57 - #9Salve a tutti i lettori di questo blog.
Riguardo al libro “Ho gettato la spugna” di cui si parla nel commento del 22 sett’08, io l’ho comprato e mi è piaciuto molto. Io ho una bambina di otto anni e giornalmente mi trovo a combattere con le maestre, ad esempio, che pretendono di interrogare anche se non hanno spiegato niente. Mia figlia ha i quaderni di italiano (perchè sono più di uno), completamente bianchi, intonsi…..ne deduco che la maestra se ne frega altamente, direi…..Il libro, dicevo, mi è piaciuto e l’ho consigliato ad alcuni miei amici che hanno bimbi in età scolare. C’è anche un blog che riporta alcuni significativi capitoli del libro. Per chi fosse interessato il blog è http://www.ipupazzivostri.splinder.com/.
Grazie.
Gianni