In occasione del centenario della nascita di Cesare Pavese, che ricorre proprio oggi, Einaudi ha deciso di pubblicare un’antologia di lettere dello scrittore (Cesare Pavese, Officina Einaudi, Einaudi, € 22)
La scelta è ricaduta sul decennio 1940-1950, in cui Pavese era responsabile degli Struzzi dell’editore torinese. Quello che ne viene fuori è quindi il ritratto dell’editore, più che quello dello scrittore. Interessante è tutto il processo di realizzazione del libro che viene descritto, a testimonianza della difficoltà di creare un’opera dal nulla.
Per chi è appassionato di editoria, per chi scrive e legge, per chi è incuriosito dai retroscena della letteratura è emozionante potere conoscere cosa accadeva all’interno di una delle più prestigiose case editrici italiane: gli scambi di opinione con i collaboratori interni, l’irritazione di Pavese per i ritardi nella consegna di Moravia e Alvaro, gli sferzanti e ironici attacchi a Giulio Einaudi.
Inevitabilmente si scopre anche l’uomo, con i suoi gusti personali (aveva trovato insopportabile l’Ulisse di Joyce) e le sue opinioni politiche (scriveva sull’Unità). Un’imperdibile incursione in quella che era l’editoria, quando a selezionare i testi e a editarli c’erano, oltre a Pavese, nomi come Calvino, Ginzburg e Vittorini. I tempi cambiano!
Fonte | Tuttolibri
simone_piazzesi
11 set 2008 - 14:28 - #1più che cambiare i tempi decadono proprio se si guarda cosa pubblicano oggi le grandi case editrici… salvo eccezioni