Interpretazione e creatività nel mestiere dell'attore, di Toni Servillo

attoreEsce sul Sole24Ore una bella anticipazione del libro di Toni Servillo "Interpretazione e creatività nel mestiere dell'attore" (Laterza), una lunga intervista sul suo mestiere. Nel brano, fra l'altro, Servillo dichiara di non sentirsi un "creativo" ma un "interprete" e di lavorare per tentativi, e di non aver mai cercato un personaggio in particolare, per le sue interpretazioni.

Il più grande "peccato" di un attore è la vanità in quella che dovrebbe essere invece una comunicazione "intelligente ed emotiva" con lo spettatore.

"non credo affatto, come qualche volta sento dire, che il momento più esaltante di una avventura teatrale sia quello delle prove - dice ad esempio Servillo - Credo piuttosto che il momento più esaltante sia quello delle repliche: perché, pure essendo spesso una fatica tremenda stare in giro per anni o per mesi secondo la fortuna di uno spettacolo, le repliche permettono quel vero rapporto intimo che un attore coltiva nella propria quotidianità con un personaggio. A cui aggiunge o toglie ogni sera, in base al proprio temperamento o a quello che gli accade.

Via | Il Sole24Ore
Foto | Flickr

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