E’ uno di quegli argomenti su cui si può dibattere in eterno (un po’ come il preferire romanzi o racconti), senza arrivare a una soluzione: se sia meglio, cioè, evitare di andare al cinema a vedere la trasposizione in lungometraggio di libri che ci sono piaciuti.
Sintetizza il problema un editorialista del Guardian, ovvero con il fatto che no, meglio non andare al cinemaperchè
“Può esserci qualcosa di peggio che essere amorevolmente impegnato con una paio di decine di migliaia di parole di prosa per due o tre settimane, bevendosi i dialoghi e le descrizioni esposte dall’autore, creando la tua personale visione del libro nella privacy della tua testa, perchè poi…questa tua proprietà intellettuale del libro venga buttata a mare dopo 90 minuti di fronte a uno schermo cinematografico?”
Snob? Ovviamente, dice l’autore. Ma d’altronde
“l’amore per i libri non è forse uno sport minoritario? E’ necessario tempo, sforzo e determinazione per finire un libro con tutto il resto della spazzatura che il mondo moderno ci butta addosso”.
E abbiamo tutto il diritto alle nostre idiosincrasie.
Anonimo codardo
21 ago 2008 - 10:02 - #1Spesso i cineasti prendono a piene mani un’idea da un libro e ne fanno un film. Spesso ciò viene fatto per produrre il solito blockbuster polpettone privo di significato, ma certe volte ne escono degli ottimi lavoro.
Non mi stanco mai di citare in questi casi K.Dick. È uno degli autori più “stuprati” dal mondo del cinema: dalle sue visioni sono stati prodotte delle schifezze di film che non vale la pena di ricordare.
Però è stato fatto anche Blade Runner.
Bus
23 ago 2008 - 20:00 - #2non ha molto senso paragonare due linguaggi espressivi e artistici, solamente per la trama trattata
essendo due linguaggi diversi vanno considerati diversamente.
Si può sfruttare una storia ma nonostante ciò il prodotto che si verrà a creare sarà differente da quello da cui è tratto.
Poi scrittori e registi a volte sfruttano un successo letterario o cinematografico per…chesso rifarsi il tinello o ingrandire il bagno)
Bus
23 ago 2008 - 20:01 - #3non ha molto senso paragonare due linguaggi espressivi e artistici, solamente per la trama trattata
essendo due linguaggi diversi vanno considerati diversamente.
Si può sfruttare una storia ma nonostante ciò il prodotto che si verrà a creare sarà differente da quello da cui è tratto.
Poi scrittori e registi a volte sfruttano un successo letterario o cinematografico per…chesso rifarsi il tinello o ingrandire il bagno
Bus
23 ago 2008 - 20:02 - #4scusate il doppio commento ma non me lo visualizzava