Una adolescente di 15 anni, Nadia, che vive a Cleveland e passa 6 ore davanti al suo portatile. Sua madre è preoccupata perchè pensa non le piaccia leggere: Nadia rifiuta i libri della biblioteca, eppure leggere regolarmente i post di myyearbook.com, un sito di social network, frequenta YouTube, naturalmente, e Giaia Online, dove partecipa ai giochi di ruolo.
Senza contare che entra regolarmente su quizilla.com e fanfiction.net “leggendo e commentando storie scritte da altri e basate su libri, telefilm o film”, come sappiamo. La domanda è: Internet uccide la voglia di lettura di Nadia o, come dice la madre, “è comunque un bene che lei legga qualcosa, in ogni modo”.
Fra gli apocalittici, che credono che la lettura sul web equivalga alle calorie “vuote” dei nutrizionisti (cibo che riempie ma non da’ nutrimento al corpo) e gli integrati, che pensano che Internet favorisca una comprensione non lineare dei testi, sganciando il lettore dai percorsi obbligati dei testi classici, c’è una ricerca del Dipartimento dell’educazione, che dice che il 19% dei 17enni americani ha dichiarato di aver letto nell’anno trascorso “un libro” per il piacere di farlo (2004) rispetto al 9% del 1984.
Guido Tedoldi
20 ago 2008 - 02:27 - #1Agli albori della grande diffusione dei computer c’era chi diceva che l’umanità stava entrando nella «civiltà dell’immagine», e che quindi lettura e scrittura sarebbero gradualmente morte.
Poi ci si è accorti che i ragazzi scrivevano sul telefonino raffiche di sms (che altri ragazzi leggevano) (siamo a circa 24 miliardi all’anno, solo in Italia). E, accidenti, i blog che nel 2002 nemmeno esistevano adesso sono decine di milioni – tutta roba che qualcuno scrive e che qualcun altro legge.
I computer, sembra evidente, ci stanno portando in una nuova civiltà della parola.
Guido Tedoldi