La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson

È appena uscito per Marsilio il secondo episodio della Millennium trilogy di Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco: semplicemente incredibile come riesca a tenere e a manovrare le fila della storia. Il risultato è che il libro ti rimane incollato alle mani.

Mikael Blomkvist, dopo l’affare Wennerström narrato nel primo episodio, è ormai un giornalista acclamato e ora è anche tornato a dirigere il mensile che ha pubblicato le sue inchieste e il libro che lo hanno reso noto in tutto il paese: Millennium.

Senza l’aiuto di Lisbeth Salander, però, Mikael non avrebbe mai concluso l’inchiesta, e adesso non sarebbe il giornalista più famoso della Svezia. Tra i due c’è stata una storia, ma anche qualche incomprensione che ha spinto Lisbeth a fare le valigie e a girare mezzo mondo. E qui comincia sul serio il secondo episodio.

Lisbeth torna dal lungo viaggio durato un anno per ristabilirsi a Stoccolma, forse anche per trovare un certo equilibrio che nella vita le è sempre mancato. In effetti, la vita le ha sorriso ben poche volte. E ciò in parte giustifica il suo essere solitaria e scorbutica, ma anche molto sensibile.

Nel frattempo Mikael è tornato al posto di guida di Millennium, e ora la sua esistenza è cambiata radicalmente: salta da un letto a un altro, ad esempio, e frequenta il jet-set che finora lo aveva sempre ignorato. Tutto bene, sembra, fino a questo momento. E in effetti va a meraviglia. Si è anche presentata l’occasione di una nuova, rumorosa inchiesta sul trafficking.

Dag Svensson e Mia Bergman non sono sposati, sono ancora piuttosto giovani, a dire la verità. Lui è un giornalista free lance, lei una dottoranda all’Università di Stoccolma. Hanno messo tanto di quel materiale insieme sul traffico di prostitute dall’Est alla Svezia, che Mia ci ha scritto su la sua tesi di dottorando e Dag un libro e un’inchiesta con tanto di nomi e cognomi.

Roba che, naturalmente, non coinvolge solo la mafia russa o la malavita locale, ma soprattutto i clienti importanti: giornalisti, poliziotti, politici. Per Mikael e per Millennium è un’occasione straordinaria, e poi l’inchiesta è stata condotta da Dag e Mia con molta professionalità. Ed è proprio questo il problema, ma conviene non svelare nient’altro.

E pensate che siamo solo all’inizio perché la narrazione di dipana per ben 754 pagine dense di storie e di personaggi che si intrecciano in maniera del tutto logica e verosimile.

Allora, chi è il vero protagonista del romanzo? Lo stesso Stieg Larsson che è facile indovinare dietro Mikael Blomkvist? Lisbeth Salander? Oppure tutto il corpo di polizia che indaga su una serie di omicidi? O peggio ancora gli indagati? Certo, Blomqvist e Salander risaltano in modo assoluto, ma il vero protagonista è la Svezia.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: