Dopo tredici anni è stato arrestato Radovan Karadzic, l’autore insieme a Milosevic, dello sterminio dei bosniaci tra il 1992 e il 1995. I fenomeni, come le guerre, le carestie, i disastri naturali, hanno conseguenze macroscopiche, ma anche effetti meno visibili sulle singole storie di vita.
A questo proposito vi segnalo il libro di Elvira Mujcic, Al di là del caos, edito da Infinito edizioni. Si tratta della ricostruzione dell’esistenza di una bambina nata nella ex Jugoslavia di Tito, in cui poco importava la religione o l’appartenenza alla Serbia, piuttosto che alla Bosnia. Tutti festeggiavano le stesse feste, senza domandarsi se fossero dell’una o dell’altra credenza. Finché quella bambina non dovette imparare il significato della sua appartenenza religiosa e del suo essere musulmana.
Ma il libro di Elvira Mujcic non è un racconto dei giorni di guerra, o meglio, non solo e non nel modo in cui si è abituati a leggere. E’ soprattutto un romanzo di formazione che si dispiega su diversi piani temporali. L’infanzia nella terra natìa, la nuova vita in Italia, la quotidianità da riprendere in mano e la ricerca di un proprio posto nel mondo. Non c’è linearità nella narrazione: le immagini si alternano in una sorta di caleidoscopio, in cui i pensieri e i ricordi si rincorrono incessantemente.
La scrittrice è stata intervistata ieri sera nel corso del Tg 1. “Spero che l’arresto di Karadzic sia un primo passo verso la giustizia. - ha commentato- Fino a ieri si muoveva indisturbato sugli autobus cittadini. Spero che ora si smetta di considerare dei criminali di guerra come se fossero degli eroi.”
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