In tempi in cui le giornate sono scandite da un ritmo frenetico e vince chi più corre, prendo spunto da un articolo apparso su Leggere:tutti, per segnalare alcuni testi sull’arte del dolce far niente. Sono molte le firme di prestigio che hanno speso parole di encomio per l’ozio.
Dal filosofo Bertrand Russel con il suo Elogio dell’ozio a Herman Hesse con L’arte dell’ozio fino a Tom Hodgkinson che, nel suo L’ozio come stile di vita, ha stilato un vero e proprio Manifesto dei pigri. Ma prima di loro ne avevano parlato, quando il termine non aveva ancora la connotazione negativa che gli è stata attribuita dalla società consumistica e capitalistica, Seneca nel De Otio ed Epitteto nel Manuale.
Oziare può avere diverse valenze e non è detto che si tratti di sterile pigrizia. Lo fa notare anche Domenico De Masi nel suo Ozio creativo. Si può ciondolare da una parte all’altra della casa, sprofondare nella lettura, guardare film, o semplicemente perdersi nei propri pensieri, divagare, passeggiare.
Può diventare uno stile di vita, un’alternativa all’isterismo e alla nevroticità che spesso impregna la quotidianità odierna. E può diventare soprattutto un modo per trovare un punto di osservazione diverso sulla propria vita che, a volte, troppo presi a produrre, rischiamo di perdere di vista.
Per i navigatori pigri segnalo alcuni siti che dispensano consigli per oziare: www.idler.co.uk, www.frugal.org.uk, www.whywork.org.
Foto | Flickr
Fonte | Leggere:Tutti
Anteprima del commento