Un libro che va in profondità rispetto alle cronache quotidiane sulla sicurezza degli alimenti e i prodotti cinesi, quello di Zhou Qing, (ed. Spirali) vincitore fra l’altro del premio Lettre Ulysses Award, che spiega, a mo’ di inchiesta, tante pratiche evidentemente non infrequenti nel paese del dragone. Fra queste ci sono, leggo, ” contraffazione di alcolici, uso di sostanze cancerogene, produzione di cibi geneticamente modificati fuori norma, inadeguatezza igienica, presenza di sostanze velenose (pesticidi, steroidi anabolizzanti, antibiotici metabolizzati, fluoro, iodio, ecc.) e illegali, commercio di alimenti deteriorati”.
Un dato per tutti, citato nell’articolo, il fatto che la Cina, nell’80% delle sue tubature, utilizza ancora componenti in piombo. Ma pochi provvedimenti vengono presi in tal senso dalla politica. Le verifiche ad esempio sugli integratori somministrati agli animali da macello sono inesistenti, a Shangai, e la corruzione affligge larga parte dei funzionari dello stato. Il tutto, assicura il recensore di”Vita” è ampiamente documentato. Il libro, non è una sorpresa, in Cina è stato del tutto censurato.
Via | Vita
DaniB
18 lug 2008 - 09:40 - #1io ho capito tante cose della Cina grazie a “cigni selvatici” di Jung Chang, per esempio, tutte queste assurde regole che stanno mettendo alle olimpiadi non mi sembrano cos’ strane se ripenso a quello che ho letto, alla mentalità e a tutto il resto. lo consiglio davvero a tutti, è un libro un po’ lunghetto, ma nn si legge, si sbrana :) http://www.bol.it/libri/scheda/ea978883042164.html