Le mille e una notte stregano i visitatori dell'IMA di Parigi

Le mille e una notte in mostra all\'IMA di Parigi, affiche

C'era una volta un Re che disse alla sua serva raccontami una storia e la storia incominciò: c'era una volta un Re...

Non solo un tormentone per genitori assillati da bambini troppo curiosi, ma il residuo popolare che racchiude l'anima interminabile di uno dei più grandi capolavori della letteratura orientale, "Le mille e una notte" celebrate fino al 28 aprile da una mostra organizzata presso l'IMA (L'Institut du Monde Arabe) di Parigi. La raccolta anonima di racconti provenienti dalla penisola araba, composta da episodi di origine persiana ed indiana, è un autentico connubio di suggestioni e di personaggi, le cui articolate vicende sono spesso incatenate fra loro a più riprese. Un insieme di storie accattivanti riunite intorno al nucleo costituito da un testo conosciuto sotto il nome di "Hazār-afsāna" (I mille racconti) arrivate in Europa sull'onda della moda orientalista dell'inizio del XVIII° secolo, anche grazie al lavoro di traduzione dall'arabo al francese realizzato dall'archeologo, accademico e antiquario de Re Antoine Galland.

Le mille e una notte in mostra all\'IMA di Parigi, Fumatore di Narghilé, Maison Lambert, Collection NMNM 1885
Le mille e una notte in mostra all\'IMA di Parigi, Disegno di costume, Il Dio Blu, Léon Baskt 1922
Le mille e una notte in mostra all\'IMA di Parigi,  Manoscritto di Galland, Siria XV° secolo

Un appassionato conoscitore al quale si devono alcune preziose aggiunte riguardanti in particolare:


  • il personaggio di Sherazade, ispirato a due celebri signore del 1700, Madame d'Aulnoy e la Marchesa d'O, dama di palazzo della duchessa di Borgogna;

  • l'integrazione di testi originariamente non appartenenti al libro, come le avventure di "Simbad il marinaio";

  • l'annessione di sette vicende appositamente composte ispirandosi alle descrizioni di Hanna Diab, cristiano originario d’Alep, come la famosa "Alì Babà e i quaranta ladroni".

Una mostra che si sviluppa seguendo, con una serie di trecento oggetti d'arte e manoscritti, la genesi dell'opera dalle prime versioni, fino agli effetti contemporanei della ricca iconografia che gira intorno al tessuto delle Mille e una notte.

Trasmesse attraverso la voce del racconto, al ritmo delle notti che si succedono, il visitatore avrà accesso a tutti i sogni, le illusioni, le fantasie e le chimere generate, lungo l'intero millennio, da un libro senza eguali. Gli saranno offerte le chiavi per accedere ad un universo che ognuno crede di conoscere già ma del quale nessuno ha mai intravisto la fine.

Via | imarabe.org

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