Anche oggi vi presentiamo un racconto della raccolta Inoltra questo libro a cinque amici, che se no porta sfortuna, di cui vi abbiamo già pubblicato diversi racconti nelle scorse settimane.
Il testo di oggi è opera di Francesca Andriani e si intitola Ciao, io e per leggerlo potete cliccare su continua, mentre per leggere gli altri racconti pubblicati cercate in questo elenco. Buona lettura!
Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Tu
Grazie per avermi dato la tua mail personale, spero non ti sia già pentita.
Come ti ho già detto più volte nei miei post, il tuo blog affascina, incuriosisce.
Mi piace come racconti le tue giornate, mi piacciono gli scambi che abbiamo avuto giorno per giorno sugli argomenti più strani. Ma ho come la sensazione che manchi qualcosa. Anzi, ne ho la certezza.
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re:Tu
Non capisco a cosa ti riferisci.
Blanka
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Tu
Lasciamo stare, forse sono troppo invadente. Facciamo così, adesso che siamo tra noi, proviamo a fare un gioco: io racconto una cosa a te, tu ne racconti una a me. Ti va?
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Tu
Ok. Comincia tu.
B.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Tu
35 anni, gemelli, abito a… scherzo, queste sono cose poco interessanti, vero?
Oggi, dopo la sveglia, davanti allo specchio del bagno ho pensato: vorrei prenderlo e attaccarlo dalla parte sbagliata. La parte sbagliata è sempre quella più interessante.
Questo mi sembra dire molte più cose di me.
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Gemelli anche io. Buffo no? Io, se penso al mio specchio, mmm… beh, vorrei che fosse un quadro, così potrei staccarlo dalla parete e metterne su un altro, con una faccia migliore.
B.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Perché? La tua non ti piace? Ma lo sai che tutti abbiamo un occhio diverso dall’altro? E’ così anche per le orecchie, per le mani, i piedi.
Consolati quindi, nemmeno noi siamo uguali a noi stessi, figurati se può esserlo uno specchio. Quella che vedi lì riflessa chissà chi è.
Ho voglia di raccontarti una cosa, anche se ti sembrerò un po’ ridicolo.
È che ho pensato: se mi espongo per primo, sarà più facile anche per te.
Ero seduto in tram. Pensavo a tutto quello che ho letto di te. A te.
Al mio fianco era seduta una donna come mille. Per quanto ne so, avresti potuto essere tu. L’ho pensato così forte che ci ho creduto, che ho iniziato a cercare un contatto. Il mio velluto contro il suo cappotto malva, il mio maglione di lana contro il mio velluto, la malva e il cotone crema della sua camicia. La mia pelle, contro la lana, il velluto, la sua malva, la crema. E la sua pelle. Ho pensato agli strati che ci dividevano e che ci univano, uno vicino all’altro, compressi, per non interrompere la corrente. Ho persino creduto che lei per un attimo si spingesse lievemente contro di me. Ho spinto anche io, piano ma con insistenza fino a che tutto è diventato sottile e poroso, caldo. Per il resto del tragitto ho dormito sotto la sua pelle, sotto la tua, te lo giuro.
Per un attimo o per una vita intera penso di esserci riuscito.
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Scusa se non ti ho risposto subito, sono rimasta un po’ spiazzata dalla tua mail. Era così intima. Eppure oggi più ci penso e meno mi sembra fuori luogo. Mi piace la sensazione che lascia sulla pelle, o sotto, come dici tu. Sei strano tu, eh? Va bene, ricambio il regalo e ti racconto una cosa anche io:
Ho la casa sottosopra. Delle tubature dell’acqua sotto il pavimento devono essersi rotte e le mattonelle giorno dopo giorno hanno cominciato a sollevarsi per l’umidità, una piccola perdita che ieri è diventata enorme sollevando il lato destro del mio corridoio. E’ buffo, tutta la casa mi sembra in bilico. Mentre ieri mio marito tutto irrigidito dava di matto cercando di trovare un idraulico e di chiudere il rubinetto principale, io ho attraversato lenta il corridoio. Tutto era storto, ma io e il corridoio no, eravamo dritti, che bello. Capisci? Per un momento ieri, ho sentito che non sono io ad essere storta, ma è tutto il resto che è sbilenco. Non so perché, ma l’ho trovato confortante. Quasi come scriverti tutto questo.
Alla tua storia, non faccio che pensarci. Penso a me che mi apro e ti trovo lì. Blanka è un letto tutto disfatto e tu dormi, mentre io faccio piano per non svegliarti. B.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Capisco eccome. Grazie per esserti un po’ raccontata. E’ bello quello che mi lasci intravedere di te. Rilancio con un’altra audacia. Posso chiederti una cosa? E’ da giorni che cerco di immaginarmi come sei. Mi mandi qualcosa di te?
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Allegato: blanka.jpg
D’accordo, in allegato hai un pezzo di me.
B.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Le tue mani. Perché hai scelto le mani?
Anche io voglio regalarti le mie:
“E’ bello metterti una mano fra i capelli
e guardarla svanire.
Allora, mi sento invisibile e salvo,
allora, la tua faccia contenta
mi dice che ancora esisto.”
Che poetastro. Non so, guardando le tue mani in allegato mi è venuto in mente cosa potrei fare con le mie.
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Basta. E’ tutto un casino. Ieri mio marito, non so come, è entrato nella mia posta elettronica. Non lo so, conosceva la password? Avevo lasciato il computer acceso… boh. Ha letto tutto quello che ci scriviamo. Non ha capito, si è solo arrabbiato. Me lo ha chiesto mentre eravamo a letto, una domanda così secca, così riduttiva: a chi scrivi di notte?
Mi sono sentita morire, mi sono girata verso di lui, sudavo freddo, gli ho premuto la fronte contro la sua per ricacciargli quella domanda dentro, da dove era venuta. Tutta l’aria della stanza mi è entrata nei polmoni e gli ho risposto l’unica cosa che volevo rispondere, la verità. La verità era quello che voleva. Era anche un mio diritto! Ma l’ho detta con quella voce supplichevole, debole. Si è arrabbiato, non ha capito. E’ andato a dormire sul divano.
Vorrei tanto continuare a scriverti. Ma è tutto così difficile adesso.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Blanka no, non smettere. Non smettere di scrivermi. Ci stiamo crescendo dentro e credo che continueremo a farlo. Io… non potrei.
Mi dispiace per il casino che ti ho creato.
un bacio dentro
ciao,
io
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Sono settimane che non scrivi. Blanka? Per favore.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Almeno una cosa. Un’ultima cosa.
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Sono a pezzi. Mi sento di nuovo storta.
Cosa? Cosa vuoi da me?
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A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Vorrei …vorrei sentire l’odore delle tue mani. Che profumo hanno Blanka? Adesso, proprio adesso mentre mi rispondi?
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Cosa c’entrano le mie mani? Non hanno nessun odore le mie mani.
Nessuno!
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Da: io@hotmail.com
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Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Nessun odore?
Io, se mi concentro, riesco a ricordare l’ultima volta che l’ho sentito…
Lo portavi con te come un cucciolo a passeggio. Lo sentivi anche tu quel giorno, mentre ti soffiavi il naso, mentre facevi il tuo solito gesto e ti sfioravi gli angoli della bocca? Lo sentivi quando ti mettevi la cipria?
Dov’è finito? Facci caso domani. Facci caso e dimmi cosa senti.
Ciao,
io
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A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Cominci a spaventarmi. Come conosci i miei gesti? Non ci siamo mai visti!
Non sento niente, cosa vuoi che ti dica?
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Niente. Non senti niente la mattina in bagno? Nemmeno la consistenza soffice che ha sulle tue dita? Non senti quel profumo?
Ciao,
io
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A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Non lo sento! Che domande fai? Non hanno senso!
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Nemmeno quando la avvicini alla bocca? Nemmeno allora? Dai, quel tipico odore che si trasmette di padre in figlio, di fratello in amico, di fidanzato in marito.
Il sapore? Ecco, il sapore dovresti sentirlo.
Ciao,
io
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Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
No, niente. Nemmeno quando la mangio. Nessun sapore. B.
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A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Cosa mangi Blanka? Se tu riesci a dirmi cosa, io ti dirò perché.
E sarà tutto finito.
Ciao,
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Schiuma.
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re Tu
Schiuma?
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
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Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Schiuma da barba. Sì. Quella di mio marito.
Perché?
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E’ buffo che tu lo chieda a me. Se ci pensi è semplice, come la teoria dei vasi comunicanti che al liceo facevi così fatica ad imparare. Mio marito nel cuore non ci sta più, hai pensato, allora lo metterò nello stomaco.
Ecco perché. È una bella idea Blanka, ha funzionato?
Ciao,
io
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
La prima volta. La prima volta che l’ho fatto ha funzionato. Ero così felice che tutto fosse di nuovo a posto, così contenta che l’amore fosse una cosa sempre uguale, con lo stesso odore. Dovevo raccontarlo a qualcuno. Così sono uscita come al solito per andare al lavoro e invece prima ho fatto un salto all’internet point, due isolati più in là. Non volevo che rimanesse alcuna traccia sul mio computer, né a casa né al lavoro. Parcheggiato, entrata, pagato.
L’odore era con me, te lo assicuro! Era ancora con me mentre battevo su quei tasti, non è vero?
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Da: io@hotmail.com
A: Blanka@gmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Sì, per un attimo c’era. Mentre aprivi quella nuova casella di posta, c’era tra i polpastrelli e la tastiera che ti aiutava ad inventare il mio nome, ad inventare me in quelle due lettere vicine, io, un nickname così semplice da sembrare vero. Un nome così comodo per parlare un po’ con te.
Chiudeva alla perfezione la prima mail che ti sei spedita.
Il fatto è che alla fine del primo invio l’odore non lo sentivi già più. E tuo marito? Lo sentivi?
Solo questo voglio: che tu lo sappia. Cosa senti adesso?
Ciao,
io.
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Da: Blanka@gmail.com
A: io@hotmail.com
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Tu
Non sento niente, io, non sento più niente.
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