Per non dimenticare Mario Rigoni Stern

Ho notato con piacere, sfogliando la classifica dei più letti di ibs, che fra i primi 25 libri più acquistati sul portale ci sono due titoli di Mario Rigoni Stern. Un grande vecchio dal fisico mingherlino in realtà, scomparso di recente (ecco il motivo del balzo in classifica, purtroppo) che ha scritto pagine bellissime, asciutte e ancora vive, sulla guerra vissuta da italiano. E da soldato, ovviamente.

In una libreria mentale ideale, i suoi libri li metterei ad esempio accanto a quelli di Saint Exupery (Volo di notte, ma soprattutto Terra degli Uomini, splendido), e le poesie di Ungaretti. "Le Stagioni di Giacomo", ad esempio, è uno di quei libri che è bello scoprire anche d'estate, oggi che la guerra sembra un'eco lontana decenni, e invece è solo un po' più lontana da noi.

Si tratta di un romanzo scritto in terza persona e che non è come gli altri una testimonianza diretta di guerra, bensì una storia in cui la guerra rimane per una volta ai margini. A essere raccontata, la vicenda di un gruppo di ragazzi cresciuti insieme in paese, l'amore di Giacomo per l'eterna compagna di giochi, le ripicche, le prepotenze dei rappresentanti del fascio. E poi tutto che, come i mosaici di sabbia dei monaci buddisti, viene spazzato via in un colpo dalla guerra. Per il resto, la scrittura senza artifici, il solito linguaggio snello e diretto, che va alla sostanza delle cose.

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