Se lo è chiesto un editoriale della rivista “The Atlantic”, in cui il giornalista Andrew Sullivan si è chiesto: «È vero, immersi come siamo nel “multitasking mentale” appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link».
Ha continuato su questa scia il premio Pulitzer Leonard Pitts ha detto: «… ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi». In un interessante articolo di Italianotizie, oltre alle due citazioni soprariportate, ho trovato anche il suggerimento della lettura del libro di Maryanna Wolf, “Proust e il calamaro” sulle modificazioni della mente negli ultimi decenni (consigliato da Stefano Salis, il Sole24ore) e due interessanti spunti che lascio a voi per la discussione: a) non sono i lettori che si sono istupiditi, ci sono troppi libri stupidi in giro b) ci sono tipi diversi di lettura, una a scorrimento rapido, informativa, e una più meditativa (quella dei libri), che non interferiscono tra loro.
Via | Italianotizie
Foto | Flickr
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